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Cuba. Il regime scheda i cattolici che parteciperanno alla Messa con papa Francesco

settembre 19, 2015 Redazione

Il governo prevede che ci saranno solo 150 mila persone alla funzione con il Papa. «Cattolici dovranno scegliere se professare la loro fede apertamente oppure coltivarla nell’intimo»

Oggi papa Francesco parte per Cuba, dove resterà quattro giorni, percorrendo così le orme dei suoi predecessori, Benedetto XVI e Giovanni Paolo II, che si erano entrambi recati sull’isola. Alla popolazione oppressa dal regime comunista dei Castro si è già rivolto in un video-messaggio trasmesso giovedì dalle televisioni locali: «Vengo come missionario della misericordia, per incoraggiarvi a essere missionari dell’amore infinito di Dio».

REGIME CHANGE. La notizia diffusa da padre Lombardi che il Papa non incontrerà dissidenti ha lasciato molti cubani con l’amaro in bocca, ma Ofelia Acevedo, vedova del dissidente cattolico Oswaldo Payà, è sicura che troverà altri modi per ricordare al regime di lasciare libero il popolo cubano: «Il Papa è una persona molto saggia, conosce benissimo la situazione, e dirà tutte le cose giuste – ha dichiarato alla Stampa – Il cambio a Cuba non può venire dall’esterno: lo devono fare i cubani. È importante però che sentano la vicinanza di un pastore come Francesco, perché questo farà capire loro che non sono soli, e darà il coraggio di vivere la fede senza paure».

SCHEDATURA PER I CATTOLICI. L’evento principale del viaggio si terrà domenica 20 settembre alle 9, quando il Pontefice dirà Messa in Piazza della rivoluzione, all’Avana. Il governo ha previsto la partecipazione di appena 150 mila persone e il motivo, secondo fonti vicine al Vaticano citate dal quotidiano torinese, è da ricercare nelle condizioni poste dal governo: per ottenere il pass e accedere alla piazza, infatti, bisognerà farsi schedare dal regime fornendo nome, cognome e indirizzo.

LIBERTÀ RELIGIOSA. «In altre parole – continua la fonte – sarà una schedatura. Quindi i cattolici dovranno scegliere se professare la loro fede apertamente, scrivendola nero su bianco, col rischio poi di essere tenuti d’occhio e magari discriminati, oppure coltivarla nell’intimo, come hanno fatto per oltre mezzo secolo». Se è vero che negli ultimi anni il rapporto tra Chiesa cattolica e regime è migliorato, infatti, i dittatori comunisti dell’isola, Raul Castro e suo fratello Fidel prima di lui, sono ancora riluttanti a riconoscere il diritto alla libertà religiosa.

Foto Ansa/Ap


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30 Commenti

  1. yoyo says:

    In questa situazione c’è chi si permette pure (Tfp) la schedatura dei vescovi che considerano ” collaborazionisti” senza un minimo di senso storico e di immedesimazione. Quando soffri una persecuzione, il fuoco amico di chi crede di aiutarti impallinando presunti carcerieri si rivela come il più scriteriato ed infamante.

  2. EquesFidus says:

    Notare, tra l’altro, la faccia del comunista e mercenario rivoluzionario nonché carnefice Ernesto Guevara accanto al palco, ulteriore presa di giro verso i cattolici e schifezza comunista per la seconda volta in un anno. Nessuno, Oltretevere, ha niente da ridire in merito?

    • yoyo says:

      Qui credo che più che in Vaticano bisogna rivolgersi al assessore al urbanistica. Il disegno è una opera di regime e penso sarà eliminata solo caduti i Castro. Ma essendo il Che penso chd lo lasceranno comunque per motivi turistici (tutti gli allocchi con la maglia).

      • EquesFidus says:

        Questo è poco ma sicuro; tuttavia, la questione non è se fosse lì da prima oppure no, bensì se non fosse opportuno insistere affinché fosse messo altrove e non proprio sotto lo sguardo sornione del terrorista argentino trapiantato a Cuba.

    • Samuele says:

      Caro Equesfidus, ma non Le viene il lievissimo sospetto che il ritratto del Che ci fosse PRIMA che fosse installato il palco con la croce???? Hasta siempre, compagno Equesfidus!!!!

      • EquesFidus says:

        E a te, troll insopportabile, non viene il sospetto che poteva essere costruito altrove il palco con l’altare, e che questo accostamento abbia dei significati ecologici palesi?
        I saluti comunisti tieniteli per i tuoi compagnucci.

  3. Quercia says:

    “Cattolici dovranno scegliere se professare la loro fede apertamente oppure coltivarla nell’intimo”

    Fa riflettere come secondo alcuni geni nostrani, questa sarebbe la giusta applicazione della laicità.

    • Filippo81 says:

      Infatti,Quercia. questa è anche la logica del potere occidentale.in base alla quale la Religione Cattolica deve essere un “fatto privato”,,,,,,,ovviamente ciò non vale per la fede islamica che può essere manifestata sempre e ovunque in ogni modo.

      • Helvetius says:

        Non vedo come si possa pretendere che una religione sia altro che un fatto privato. Ognuno può credere in ciò che vuole, deve essere pure libero di manifestarlo, ma pretendere che questo abbia una valenza pubblica ci riporta a prima della Rivoluzione Francese

        • Helvetius says:

          Voi preferite bazzicare le scuole vero?

        • Sebastiano says:

          Prima, molto prima, Helvetius.
          Alle catacombe, per la precisione.

        • Mappo says:

          Helvetius, tutto sta ad intendersi su cosa tu intenda per valenza pubblica, daccene la tua interpretazione e magari qualche esempio.

        • Filippo81 says:

          Caro Helvetius evidentemente non hai mai vissuto l’Esperienza Cristiana, è una Realtà a te estranea che non puoi capire,per cui giudichi usando gli sterili criteri che usa il Potere, lo dico senza livore e spocchia. Ciao .

        • Quercia says:

          X Helvetius

          Penso che abbia ragione Mappo. Tutto sta a capirsi cosa intendi per “valenza pubblica”. Quindi: cosa intendi per valenza pubblica?

          PS ti consigllio (ma non è uno sfottò o na roba simile, è proprio un cosniglio) di comprarti un po’ di libri SERI sulla rivoluzione francese

          • Helvetius says:

            Senza livore, comprerei anche qualche libro serio sulla storia della chiesa. Non quelli che scrivono per le madrasse cattoliche

            • Quercia says:

              Volentieri, leggo sempre (quasi sempre) volentieri. Alle volte devo dirti la verità alcuni mallopponi non riesco proprio a digerirli. Cmq a parte i consigli di letture varie, che spero tu accoglierai (io lo farò), mi dici cosa intendi per “valenza pubblica”? grazie

  4. Stefano says:

    E’ bellissimo il lapsus (non casuale) che sta facendo il sito del Corrierone.
    Titolo sul sito: “Non servono ideologie ma persone”;
    reale frase del Papa: “non si servono le ideologie, ma le persone”.
    O non hanno capito nulla, o hanno capito benissimo…ma non fa comodo!

  5. Gianni says:

    Non voglio entrare nel merito della visita e delle parole di Papa Francesco, che sono state chiare e coraggiose. Il problema è che come al solito sono state oscurate. Questo Papa è soggetto al giochino (fatto dalla stampa) di evitare sistematicamente di parlare di ciò che dice (soprattutto quando non va nella direzione voluta del dirigente del traffico politico del mondo) ma del contorno, delle stupidaggini, dello zucchetto, dell’ottico (secondo me sarebbe anche il caso che qualcuno intorno al Papa cominciasse a evitare questi spettacolini inutili, offrono solo occasioni di distrazione da quello che conta).
    Così, su Tv2000 (mica su Raitre), è andata in scena una cosa vergognosa. Invece di fare dirette fiume mentre la macchina del Papa fa un trasferimento (decantando la folla oceanica e facendo finta di non vedere che in molti tratti erano molto più numerosi i personaggi in borghese, veramente tantissimi, girati di spalle a controllare e schedare la gente, rispetto ai “controllati”), con ospiti e conduttori a dire cazzate sesquipedali in studio (ho sentito un pacifico personaggio della Pontificia Università Lateranense dire “lo Stato Cubano, non voglio chiamarlo regime, ci sono già troppi regimi”, o altri ospiti parlare di “accettazione, da parte della Chiesa, di una realtà”, di “riconoscimento dei valori della rivoluzione”!!!), sarebbe meglio far vedere e ascoltare il Papa, senza commenti, e riempire gli altri spazi con Rosari e Messe, o telefilm. Ce ne sono molti altri di residuati bellici da far vedere, mica solo l’Ispettore Derrick. Potrei anche sopportare Pippicalzelunghe, che ho sempre odiato (sempre meglio di quei commenti lì), o spegnere la tv. Cosa che alla fine, in effetti, ho fatto.

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