Cuba. Aumentano le persecuzioni contro i cristiani, soprattutto cattolici

Secondo un rapporto nel 2012 sono stati almeno 120 episodi di violenza registrati sull’isola. Nonostante le aperture di Raul Castro, il regime continua a violare la libertà religiosa

A Cuba sono aumentate le violazioni contro la libertà religiosa. Lo afferma un rapporto della Christian Solidarity Worldwide, un’organizzazione per i diritti umani che si batte per la libertà religiosa nel mondo.
Nonostante le aperture di Raul Castro, che dal 2008 sostituisce il fratello Fidel al governo di Cuba, i leader religiosi in diverse parte dell’isola hanno denunciato violazioni, le ultime avvenute nelle ultime settimane dell’anno. Il 29 dicembre è stata demolita una chiesa protestante, il giorno seguente sono state arrestate nove donne affiliate a un movimento cristiano.

CASI DI VIOLAZIONI. Si è passati dalle 30 violazioni documentate nel 2011 alle 120 nel 2012. La cifra, avverte Csw, non include i casi delle persone arrestate durante la visita di quest’anno di Benedetto XVI, che i gruppi per i diritti umani locali hanno stimato in 200.
La Chiesa cattolica è abbracciata dalla maggioranza dei cristiani dell’isola. Ed è anche la più perseguitata dagli ufficiali del regime castrista. All’inizio dell’anno un pastore protestante, Reutilio Columbie, a Moa, ha subito danni permanenti dopo il pestaggio di funzionari locali del partito comunista.

PRESSIONI, ATTACCHI FISICI E CONFISCHE. A dispetto delle promesse, dice Mervyn Thomas, Chief Executive del Csw, «domenica dopo domenica, il governo continua a violare i diritti più basilari», come quello «di partecipare alla Messa e di appartenere a una comunità religiosa senza interferenze». Le chiese cubane che «resistono alle pressioni del governo», spiega Thomas, hanno subito attacchi fisici e hanno assistito alla confisca dei propri edifici religiosi.