Sicilia, Musumeci: «Spero che il Pd non ritiri il sostegno a Crocetta solo per una poltrona in più»

La direzione regionale del Pd ha votato all’unanimità il ritiro all’appoggio del governo. Per Crocetta potrebbe essere la fine. Musumeci: «Dalla rivoluzione annunciata rischiamo di finire alla spartizione concordata»

A nemmeno un anno dall’elezione, il governatore della Sicilia Rosario Crocetta perde la sua maggioranza. Come annunciato settimana scorsa, l’altro ieri il Partito democratico ha approvato a maggioranza la mozione per il ritiro dell’appoggio al governo. Crocetta ora conta solo 30 deputati su 90 in Assemblea. Al centro dello scontro tra alleati, la richiesta del Pd di avere più posti in una nuova giunta. «Temo che dalla rivoluzione annunciata da Crocetta si stia passando alla spartizione concordata» spiega a tempi.it Nello Musumeci (nella foto a fianco), leader dell’opposizione regionale e presidente della commissione antimafia siciliana.

Cosa succederà ora, il governo di Crocetta cadrà?
Formalmente non è accaduto nulla. Sappiamo solo che il Pd ha portato all’incasso la cambiale in bianco firmata alla vigilia delle elezioni dal candidato Crocetta. Ora sembra che il governatore non voglia pagare la cambiale. Noi dell’opposizione gli abbiamo chiesto di venire in aula a riferire sul nuovo perimetro della maggioranza, che per ora c’è, e, se non c’è più, di portare due o tre idee di programma per uscire dalla crisi delle imprese e dell’occupazione su cui chiedere di volta in volta la maggioranza.

In altre parole, vorreste riproporre a livello regionale un governo di responsabilità come quello nazionale di Letta?
Assolutamente no. A livello nazionale i due schieramenti Pd-Pdl hanno pari responsabilità di governo. Qui noi non chiediamo alcuna responsabilità di governo, né alcun posto in giunta: sarà il Parlamento regionale ad assumersi la responsabilità politica di dare risposte alla crisi, per evitare che la disperazione sociale diventi rivolta. Ma l’opposizione resterebbe alternativa a Crocetta, solo che noi non anteponiamo gli interessi di parte a quelli dei siciliani.

Crocetta accusa il Pd di fare una rivolta solo per garantire due poltrone ai suoi uomini Lupo e Cracolici. È così?
Sinora non è stato affrontato da questo governo neppure uno dei nodi strutturali che frenano lo sviluppo della Sicilia. Ciò premesso, la domanda andrebbe posta al Pd o a Crocetta. Noi del Pdl non conosciamo i termini dell’accordo con cui si è arrivati alla candidatura di Crocetta. Non so dire, per esempio, se fosse previsto che dopo il primo anno il Pd dovesse esprimersi con degli assessori in giunta. Se nell’accordo pre-elettorale si faceva riferimento esplicito a questo, doppiamente male ha fatto Crocetta a non dirlo ai suoi elettori candidandosi, se invece questi accordi non c’erano, allora è davvero solo questione di poltrone.

E lei cosa pensa?
Posso dire che il Pd in giunta già oggi è rappresentato da quattro assessori. Ma avendo preso atto del nulla di fatto in questo anno di attività governativa, forse il Pd vuole chiedere una rappresentanza di maggior peso. Io voglio almeno sperare che sia così, facendo un pensiero nobile. Spero cioè che i metodi che oggi vediamo in atto non siano quelli di quattro anni fa, quando dopo la rivoluzione annunciata da Raffaele Lombardo seguì poi solo la spartizione concordata. Ma temo sia così.