Crocetta nomina assessore la sua segretaria. «Ha ridotto la Sicilia a un reality»

Il presidente della regione ha sostituito Battiato con una sua assistente. Critiche dal centrodestra e mugugni nel centrosinistra

Rosario Crocetta ha preso due decisioni che hanno scatenato critiche anche in seno alla maggioranza che lo sostiene. La prima il presidente della Regione siciliana l’ha comunicata ieri: dopo i licenziamenti dei due assessori star Franco Battiato e Antonino Zichichi, Crocetta ha convocato una conferenza stampa per dire che l’assessorato ai Beni culturali va l’archeologa Mariarita Sgarlata e al Turismo la sua assistente personale, la bergamasca Michela Stancheris, che lavora con lui da quando era europarlamentare a Bruxelles. È stata la stessa Stancheris a spiegare che «il presidente Crocetta mi ha colto di sorpresa un quarto d’ora fa», tanto da non aver avuto il tempo nemmeno di preparare un discorso.

LE POLEMICHE. La nomina di Stancheris ha offerto il fianco alle durissime critiche dell’opposizione. Come quelle di Nello Musumeci: «Prendiamo atto che il presidente della Regione ha voluto avocare a sé la gestione dell’assessorato al Turismo, demandandone formalmente la titolarità alla propria segretaria particolare. Praticamente, il Turismo in Sicilia continua a non avere un assessore». La deputata regionale del Pdl Simona Vicari, sarcastica, ha commentato: «Dall’Isola dei famosi a “cerca un assessorato per la tua segretaria”. Crocetta ormai ha ridotto la Sicilia a un reality».
Il centrosinistra ufficialmente tace, ma il silenzio dei vertici del Pd (ma anche dell’Udc, che sostiene Crocetta) la dice lunga. Nei fatti c’è malcontento, come fa capire l’unico commento del capogruppo dei Democratici e riformisti, Giuseppe Picciolo, che chiede esplicitamente «maggiore coinvolgimento nelle scelte di governo». Più critica è una voce “esterna”, quella del deputato (nazionale) renziano Davide Faraone. Parlando anche della campagna elettorale appena avviata per l’elezione di alcuni sindaci, e che vede in campo anche la Lista il Megafono di Crocetta, Faraone ha attaccato: «Possibile che chiunque governi, si preoccupi di fare un partito invece che occuparsi della Sicilia? Anche in questa legislatura esiste un partito del presidente della Regione, il Megafono. Solo il Partito democratico siciliano sembra non essersene accorto. Ciò che colpisce è il silenzio del Pd che continua a farsi umiliare e che accetta tutto in assoluto silenzio. Credo sia giunto il momento per il Partito democratico di “delombardizzare” (dal nome dell’ex governatore, Raffaele Lombardo, ndr.) Crocetta, e ricordargli che è stato eletto per trovare soluzioni ad una crisi economica e sociale che attanaglia l’isola, non per farsi un partito».

BAGARRE SULLA LEGGE ELETTORALE. A complicare la situazione c’è la seconda decisione presa in questi giorni da Crocetta, che ha pressato l’Assemblea regionale siciliana (l’Ars), impegnata nella sessione di un Bilancio estremamente complicato da varare, ad accellerare invece sull’approvazione di una riforma elettorale per i comuni. Crocetta, insistendo sulla necessità di allargare i consigli comunali ad una più significativa presenza di donne, ha chiesto e ottenuto il voto sulla doppia preferenza di genere. Oggi l’elettore può esercitare il voto disgiunto, scegliendo il candidato sindaco ed esprimendo la preferenza sul nome di un singolo candidato al consiglio comunale (o su una lista), anche se appartenente ad una lista non collegata al sindaco.
Il nuovo disegno di legge appena presentato all’Ars prevede la doppia preferenza per i candidati ai consigli comunali, purché di genere diverso, un uomo e una donna. Il disegno di legge è passato velocemente all’esame della commissione Affari istituzionali, che ieri lo ha licenziato dando parere positivo al voto. Tuttavia, giunto in Aula, è stato bloccato per i molti emendamenti presentati. Il voto, che avrebbe dovuto tenersi tra ieri e stamattina, è già slittato ad oggi pomeriggio, ma è in forse.
Critici i grillini di M5S, prima forza politica all’Ars. Per il capogruppo Giancarlo Cancelleri «C’è un pericolo concreto di deriva clientelare, e noi voteremo sì solo se passerà il nostro emendamento contro il voto di scambio», con l’adozione di un complesso metodo di “spoglio unificato”.  I numerosi emendamenti presentati già alla Commissione hanno poi visto favorevoli anche due dei rappresentanti della maggioranza, e ieri pomeriggio Crocetta ha ammesso: «Avevo chiesto ai capigruppo di evitare emendamenti per far approvare una legge per i diritti civili, non una legge elettorale. Qualcuno inserisce altri elementi per evitare l’approvazione del ddl. Ma il doppio voto di genere non favorisce il controllo del voto, è ingenuo pensarlo. C’è la preferenza multipla anche alle elezioni europee».