Il voto in Polonia, Romania e Portogallo, la destra radicale che avanza nonostante le ingerenze di Bruxelles, l'inutile demonizzazione di chi non vota a sinistra, i governi di centrodestra che tengono unita l'Ue. Rassegna ragionata dal web
Il candidato conservatore alle elezioni presidenziali in Polonia, Karol Nawrocki (foto Ansa)
Sulla Nuova bussola quotidiana Luca Volontè scrive: «Per quanto riguarda la Romania l'Autorità elettorale permanente (AEP) ha pubblicato domenica sera i primi risultati parziali ufficiali del secondo turno delle elezioni presidenziali rumene. Nicusor Dan è il chiaro vincitore con oltre 6 milioni di voti. Dopo il conteggio di tutti i voti (100% in Romania e all'estero), Nicusor Dan ha vinto le elezioni con il 53,60% mentre il candidato conservatore George Simion ha ottenuto il 46,40%. L'affluenza alle urne si è attestata al 64,58%, ma degli 11.278.291 romeni che hanno partecipato al voto, 9.680.618 lo hanno fatto in patria, gli altri all’estero, con un voto della diaspora che è raddoppiato rispetto al primo turno. Proprio dall’estero era giunto il maggior sostegno finale al candidato liberale Dan: era stato il presidente francese Emmanuel Macron a interferire pesantemente sabato, il giorno prima del voto. Macron elogiava in una diretta video telefonica Nicusor Dan e ricordava le profond...
Contenuto riservato agli abbonati Digitale e Full
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo