Non siamo soli. Anche di fronte a eventi orribili come quello di Capodanno, Dio ci ha dato una compagnia che «consente di non dimenticare il bene, di riconoscerlo vincitore, di sceglierlo ancora e insieme», come ricorda il Papa
Il memoriale per le vittime dell’incendio scoppiato a Capodanno nel locale Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera (foto Ansa)
L’anno è cominciato male, con un’esplosione di buio: 40 adolescenti morti e oltre cento feriti in un incendio scoppiato nella discoteca svizzera in cui festeggiavano l’inizio dell’anno nuovo a Crans-Montana. Le negligenze della sicurezza del locale hanno trasformato l’ingenuità e la superficialità giovanile in una terribile occasione di morte e di dolore. Ha prevalso il non senso, la negazione della attesa di vita e della speranza ridotte letteralmente in cenere. A chi è dotato di un minimo di sensibilità si è bloccato il respiro, perché tutto è finito in nulla proprio quando ci si aspettava il contrario. Cosa vale la vita, quale è il suo fine, se la fine può essere così ferocemente rapida, incontrastata e dolorosa? Questa è la domanda che ci scuote profondamente, al punto di fuggirla per il timore e l’impotenza della risposta. E invece, se non si vuole sopravvivere passivamente e disperatamente, bisogna rispondere.
Cosa vale nell’esistenza? La positività di una realtà che ci riempie d...
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