Lettere al direttore

Cosa cambia nel Ppe dopo il discorso di Leone XIV?

Di Peppino Zola
09 Maggio 2026
Tre considerazioni dopo il discorso del Pontefice ai rappresentanti del Partito popolare europeo. Con una proposta
Papa Leone XIV, Udienza generale, Piazza San Pietro, Roma, 11 giugno 2025 (Foto Ansa)
Papa Leone XIV, Udienza generale, Piazza San Pietro, Roma, 11 giugno 2025 (Foto Ansa)

Il 25 aprile scorso, mentre in Italia si commemorava nell’odio il giorno della Liberazione, in Vaticano Leone XIV teneva ai parlamentari europei aderenti al Ppe un importante discorso che mi pare sia rimasto sotto silenzio, tranne che per alcune eccezioni, tra cui quella di Tempi, che ne ha scritto. Ho letto con attenzione tale intervento e vorrei esprimere alcune considerazioni.

La prima è questa. Il Santo Padre non nasconde, anzi riconferma l’origine cristiana dell’avventura europea, facendo esplicito riferimento ai Padri fondatori Adenauer, De Gasperi, Schuman, che «erano animati dalla loro fede personale e consideravano i principi cristiani un fattore comune e unificante, che poteva contribuire ad archiviare lo spirito revanscista e conflittuale che aveva portato alla Seconda Guerra Mondiale». Molto opportuna e necessaria questa sottolineatura del Papa, anche perché la storia successiva dell’Europa ha rinnegato il suo inizio, rifiutandosi di riconoscere, sotto l’influsso massonico, l’influenza della cultura e della storia cristiane, il che ha portato l’Ue a non avere neppure una propria costituzione, privandosi così di ogni possibile riferimento ideale, con le conseguenze che tutti possiamo verificare. Ogni tanto sento alcuni alti dirigenti europei parlare dei “nostri principi”. Ma quali sono, visto che non si è avuto il coraggio di metterli per iscritto? Quanto detto dal Papa, poi, fa anche giustizia rispetto a chi continua a porre tra i fondatori dell’Europa coloro che hanno sottoscritto il documento di Ventotene, peraltro pieno di principi illiberali. Insomma, Leone XIV ha raccomandato di non avere vergogna, soprattutto da parte di chi si dice cristiano, di continuare a rivendicare l’origine cristiana di questa storia, anche perché tali riferimenti aiuterebbero a superare molti dei problemi che oggi l’Europa e l’intero mondo stanno vivendo. L’inizio dell’intervento del Papa mi pare che ridia piena unità alle persone impegnate in politica tra la propria fede ed il proprio impegno: pur tenendo conto delle dovute distinzioni, mi pare che venga definitivamente superato l’atteggiamento che era stato, a suo tempo, sintetizzato nell’espressione “scelta religiosa”.

Detto questo, Leone XIV ha ricordato che «il compito precipuo di ogni azione politica è quello di offrire un orizzonte ideale, poiché la politica richiede di avere uno sguardo ampio sul futuro senza il timore, quando è necessario per il bene comune, di compiere scelte difficili e anche impopolari». Questo invito mi sembra molto serio e impegnativo, che può portare i parlamentari anche a scelte talora persino drammatiche e che, comunque, mettono in gioco l’identità di una presenza cristiana anche in politica. Sotto questo profilo, sono rimasto personalmente sorpreso dalla spinta che i figli di Berlusconi vorrebbero dare ad un importante partito che aderisce al Ppe nella direzione fumosa dei “diritti”, che, storicamente, sono sostenuti proprio da chi, dichiaratamente o indirettamente, operano contro la tradizione e l’esperienza cristiane. Mi sembra, innanzi tutto, che la deriva verso i “diritti” (quali? quelli per la morte o quelli per la vita?) arrivi fuori tempo massimo, visto che tale moda pare che stia già raffreddandosi, ma, soprattutto, che si ponga fuori dell’orizzonte ideale di cui ha parlato il Papa, le cui parole vanno prese sul serio. Tra l’altro, mi pare di vedere una prima pericolosa conseguenza negativa di tale deriva, visto che il capogruppo alla Camera di Fi sta chiedendo che venga esposto, proprio alla Camera, un busto di Pannella, il grande protagonista dell’introduzione in Italia del divorzio (che contribuisce a sfasciare ulteriormente le famiglie) e del diritto all’aborto, che, però, pone fine ad una vita nascente. E poi?

Forti dell’orizzonte ideale indicato dal Papa, i parlamentari sono stati invitati a riprendere contatti più stretti con il popolo, confrontandosi con esso sui grandi temi del lavoro, della famiglia, della migrazione, della tutela del creato e della intelligenza artificiale e innanzi tutto della libertà. Per rendere possibile questo difficile ma anche affascinante lavoro, Leona XIV invita i parlamentari a «riscoprire e fare propria l’eredità cristiana dalla quale provenite». Su questo punto vorrei ribadire una mia ipotesi di lavoro. Penso che l’impegno richiesto dal Papa non possa avvenire nella solitudine di ogni parlamentare. Evidentemente occorre, innanzi tutto, un forte impegno personale, ma questo va accompagnato da una verifica comunitaria con chi appartiene alla medesima esperienza cristiana. E allora, penso che i politici cristiani, in qualunque partito militino, debbano comunque confrontarsi tra di loro verificando come la dottrina sociale della Chiesa possa suggerire una presenza che non sia schiava della pura appartenenza partitica. Sui grandi temi indicati dal Papa e su quelli fondamentali che la storia pone a ciascuno ed a tutti, i cristiani non possono non iniziare il proprio impegno dal confronto con ciò che il cristianesimo segnala come bene. Per tutto questo occorrerebbe un “luogo” prepartitico che faciliti questo confronto. Questo luogo potrebbe essere creato dalle stesse autorità cristiane oppure dalla libera iniziativa dei laici cristiani, come avvenne nel caso dell’Opera dei Congressi: l’importante è che possa nascere qualcosa del genere. Altrimenti, le parole del Papa rischiano di disperdersi nel vento dell’indifferenza o del già saputo o dell’ipocrisia.  

Finisco con una domanda: cosa cambia nel Ppe dopo il discorso di Leone XIV?

Peppino Zola

***

Volevo invitare tutti, in questo mese di maggio, a dire il rosario perché si trovi un accordo che faccia terminare la guerra in Iran. Lo so, è difficile e la situazione è molto incerta. È proprio per questo che bisogna pregare!

Benedetto Frigerio

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