Coppola, assolto il furbetto del quartierino. Lo sapevate? Ecco come funziona in Italia il circo pm-stampa

Due anni in prigione, 104 giorni in isolamento, sputtanato su tutti i giornali. Assolto con formula piena. Ma i giornali non ne parlano. I pm non si scusano

Ve lo ricordate Danilo Coppola, l’immobiliarista accusato di bancarotta fraudolenta, associazione a delinquere, appropriazione indebita e falso ideologico e condannato in primo grado a sei anni? Per mesi il suo nome fu collegato alla celebre vicenda dei “furbetti del quartierino”. Coppola si è fatto 2 anni di carcere e 104 giorni in isolamento, ottenendo i domiciliari solo dopo perizie mediche che i pm avevano contestato.
Ebbene, è stato assolto due giorni fa con «formula piena» perché «il fatto non sussiste». Lo ha stabilito la Corte di Appello di Roma, dicendo che la decisione «comporta anche la contestuale restituzione delle partecipazioni azionarie dell’imprenditore precedentemente poste sotto sequestro, compresa la quota del 2% di azioni della Banca intermobiliare di investimenti e gestioni (Bim)».
Coppola si è limitato a una laconico commento: «Il mio arresto, come ho sempre detto, è stato creato ad arte ed in molti oggi si dovrebbero per questo vergognare».

Oggi in prima pagina su Libero, Filippo Facci nel suo “Appunto”, intitolato “Un capolavoro”, ricorda che, mentre Coppola era detenuto «il suo gruppo immobiliare ha perso 1,2 miliardi di euro». I giornalisti, come Facci stesso, che avevano osato difenderlo, sono stati querelati. I pm che chiesero il suo arresto furono Rodolfo Maria Sabelli (segretario dell’Anm fino al 2011) e Giuseppe Cascini (attuale presidente Anm), cui «nessun giornale ha chiesto conto di nulla, nemmeno l’Huffington Post che pure ospita un blog di Cascini».

La notizia, che in un paese normale dovrebbe aprire tutte le pagine di giudiziaria dei quotidiani, l’avete vista messa in rilievo da qualche parte? No? Nulla di strano. Come scrive Facci, «dopo centinaia di pagine colpevoliste dedicate a Coppola e ai “furbetti del quartierino”, Repubblica, ieri, ha dedicato all’assoluzione zero righe, l’Unità zero righe, il Corriere un micropezzo a pagina 27, mentre il Fatto quotidiano, a onor del vero, ha dedicato intere pagine all’assoluzione: ma a quella di Andreotti del 2003».