Conservare la libertà contro la tirannia dell’innovazione

Di Raimondo Cubeddu
01 Settembre 2025
Il contributo di Raimondo Cubeddu (Senior Fellow, Istituto Bruno Leoni) per Lisander, il substack nato dalla collaborazione tra Tempi e Ibl, in reazione ad un saggio di Danilo Breschi sul conservatorismo
Illustrazione sull’intelligenza artificiale all’expo sulla cybersecurity di Taiwan
(Foto Ansa)

Accantonate le annose e tutto sommato ormai anche inutili diatribe sulle origini del conservatorismo, sulle sue fonti, sulla sua natura ed estensione, e accettato che si tratti in buona sostanza di un atteggiamento individuale e sociale che con la saggezza che viene dall’esperienza si chiede se tutto quello che è nuovo sia parimenti buono e duraturo, la domanda che immediatamente ci si deve porre è cosa ci sia oggi da conservare e come farlo. Evitando, anche in questo caso di chiedersi di chi sia la responsabilità della scomparsa di ciò che rimpiangiamo, se il cambiamento sia identificabile con l’evoluzione e che cosa conservare in un mondo il cui cambiamento non è sotto il nostro dominio o controllo.

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