La linguista Elena Mazzola racconta come ha «reimparato a leggere» quando ha scoperto che dentro ogni vera opera letteraria c’è un autentico soggetto. Cioè «una verità che fa la fatica di incarnarsi»
Foto di Tuan Senjaya / Unsplash
Elena Mazzola è una linguista esperta di ermeneutica letteraria. Ha vissuto in Russia e in Ucraina. Ora è in Italia, con un gruppo di ragazzi ucraini che vengono da Kharkiv, dove ha fondato e diretto il Centro di cultura europea Dante e l’Ong Emmaus, che si occupa di orfani e disabili (quelli che è riuscita a portare in Italia). Il libro che consiglio a tutti di leggere è destinato a chi insegna letteratura: professori e professoresse, certo, ma anche maestri e maestre elementari che – come si usa dire – insegnano a leggere e scrivere ai bambini. Ma è un libro che innanzitutto aiuta a scoprire che cosa voglia dire essere un “lettore”, una persona che “incontra” un libro.
Io, grazie a Luigi Giussani, sono particolarmente affezionato alla categoria dell’incontro, e ricordo benissimo quando una volta disse: «Un libro può essere un incontro». Influenzato da questo “pregiudizio”, per il quale probabilmente la professoressa Mazzola mi sgriderebbe, ho comprato...
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