Come fanno i trumpiani a scommettere ancora su Trump? Ecco come fanno

Un analista contraddice tutti i sondaggi spiegando perché Biden perderà. Adesso avete qualcosa da tenere sott’occhio durante lo spoglio delle presidenziali Usa

Supporter di Donald Trump durante un rally elettorale in Arizona

Non vi preoccupate, non siamo impazziti: siamo ben consci che tutto, ma proprio tutto, indica che oggi alle elezioni americane Donald Trump uscirà sconfitto e dunque Joe Biden sarà eletto presidente, qualcuno dice/auspica addirittura “a valanga”, e tra questi perfino alcuni autorevoli osservatori notoriamente non-democrat, come Andrew Sullivan, Peggy Noonan e il veterano delle analisi elettorali Charlie Cook.

Sappiamo benissimo tutto ciò e sappiamo anche – lo abbiamo già scritto – che è praticamente impossibile che un fulmine si abbatta due volte nello stesso punto. È proprio questo uno degli argomenti che rassicurano i principali sondaggisti: come nel 2016 con Hillary Clinton, anche in questo 2020 rilevano praticamente tutti un netto vantaggio per Biden non solo a livello nazionale, ma anche negli stati considerati chiave per la vittoria finale; a differenza che nel 2016, però, l’evento più improbabile (una vittoria di Trump, il fulmine di cui sopra) si è già verificato…

Tutto ciò detto e ribadito, siete pur sempre nel sito di Tempi e sapete quanto piacciano a questo giornale i momenti in cui la realtà spiazza, o meglio sconvolge, i piani e le previsioni di tutti, specialmente dei media mainstream. Eccovi dunque una analisi preventiva del voto di oggi molto dettagliata e coraggiosa, coraggiosa proprio perché molto dettagliata, che sta facendo discutere negli Stati Uniti. Se non altro perché l’autore, Phillip Stutts, un professionista del marketing politico, ci si gioca abbastanza la faccia.

Dice Stutts di poter vantare ben 24 anni di esperienza nel settore e «1.283 campagne politiche vincenti, tra cui 3 corse alla presidenza degli Stati Uniti». Probabilmente qualcuno avrà elementi per contestare la credibilità di un tale palmarès, ma poco importa: il bello della previsione di Stutts è che nel giro di poche ore (al netto del rischio che l’esito del voto si tramuti in una battaglia legale infinita) sapremo tutta la verità su questo scenario e di conseguenza sulla credibilità del suo autore. Quanto meno, chi preferisce credere ai sondaggi avrà qualcosa contro cui scommettere questa notte nelle ore dello spoglio.

La previsione di Stutts è abbastanza lunga e, come detto, molto dettagliata. Chi ha tempo potrà leggerla tutta. Riassumiamo qui per sommi capi gli argomenti che portano l’esperto di marketing politico a concludere che vincerà Trump, con tanto di previsione degli swing states e dei collegi elettorali che il presidente uscente e il suo sfidante democratico conquisteranno.

Sostiene in sostanza Stutts:

  • Non è vero che il vincitore delle presidenziali Usa 2020 sarà determinato dagli elettori indecisi. «Ne restano troppo pochi» data l’affluenza record. Conterà di più quanto Trump e Biden sapranno motivare i rispettivi sostenitori.
  • Gli elettori di Biden: 1) votano più contro Trump che per Biden, 2) sono motivati dalla paura del coronavirus, 3) vogliono un leader presentabile alla Casa Bianca.
  • Gli elettori di Trump: 1) adorano l’impresentabilità di Trump e vogliono vederlo terremotare ancora il sistema politico e mediatico, 2) credono nelle sue ricette economiche e 3) anche nel suo piano contro il “virus cinese”.
  • Gli elettori indipendenti cercano sicurezza più che ispirazione ideale. Sicurezza economica e di ordine pubblico. E sono stanchi del catastrofismo.
  • Sì ma i sondaggi? I sondaggi, secondo Stutts, che dice di poter contare su un enorme quantità di dati per le sue previsioni, sono falsati dallo sbilanciamento del campione verso sinistra. In più i potenziali elettori repubblicani sono affetti dal “social desirability bias” di cui abbiamo scritto ampiamente qui, oggi ancor più che nel 2016. Insomma in gran parte chi vota Trump si vergogna o ha paura di ammettere che vota Trump.
  • Sì ma Twitter e i social? Twitter e i social, secondo Stutts, sono una bolla democratica. Non solo per l’orientamento prevalente degli utenti, ma anche per i tentativi di censura di storie “scomode” come il presunto caso di corruzione internazionale che coinvolgerebbe Hunter Biden, il figlio di Joe. La scelta di Twitter & C. di continuare a oscurare le notizie sul tema come fake news, scrive Stutts, non ha fatto che attrarvi un crescente interesse.
  • Le rivolte antirazziste che hanno messo a ferro e fuoco molte città guidate da democratici non hanno portato sostegno democratico a Biden, ma portano molti repubblicani alle urne.
  • La situazione economica di tante famiglie americane è davvero migliorata durante questo primo mandato di Trump, e l’economia è ancora un criterio importante per il voto.
  • I dati in possesso di Stutts (saranno veritieri? Lo sapremo presto) indicano un aumento di sostenitori di Trump tra ispanici e afroamericani. Perché? Perché tutti i gruppi etnici, tutti, ne hanno piene le tasche di campagne contro la polizia e di campioni sportivi che fanno politica. Inoltre alcuni endorsement pro Trump da parte di artisti neri come Kayne West, 50 Cent e Ice Cube contano eccome.
  • Trump punta sulla forza in tutti i campi, Covid compreso; Biden sulla prudenza, mascherina compresa.
  • Tra le due campagne per portare i propri sostenitori alle urne, quella dei repubblicani è stata più efficace, i democratici invece, secondo l’analista, avrebbero sbagliato ad appaltarla a società esterne.

Ed ecco quale sarà per Phillip Stutts l’esito del voto in base a tutti i fattori esposti.

Per quanto riguarda gli incerti:

«Biden vincerà in Minnesota, New Hampshire, Wisconsin, Nevada e Maine.

Trump vincerà in Iowa, Ohio, Florida, North Carolina, Pennsylvania, Michigan, Arizona e Nebraska».

Nel voto popolare, con l’affluenza record (Stutts prevede oltre 18 milioni di elettori in più rispetto al 2016), prevarrà Joe Biden, «in gran parte grazie a New York e California».

Quanto ai collegi elettorali, quelli che in fin dei conti determineranno il prossimo presidente degli Stati Uniti, «vincerà Trump con 295 collegi contro 243».

E adesso sotto con le scommesse.

Foto Ansa