Comandano i ciellini (?!). Podestà vuole lasciare il Pdl (o la presidenza della Provincia di Milano?)

Intervista sul Corriere in cui dice che ci sono troppi esponenti di «Cl, Cdo» in lista. Ma tace sul vero problema: governare la sua provincia a corto di liquidità è sempre più difficile

Non c’è più lo spirito del ’94. Per Guido Podesta (presidente della Provincia di Milano) «è diventato sempre più difficile riconoscersi nelle scelte, nelle azioni e nella conduzione attuale del Pdl». L’ex coordinatore regionale di Forza Italia, lamenta la presenza di «un cerchio magico intorno a Silvio Berlusconi».

CANDIDATI ALLA REGIONE.  Podestà aveva dichiarato poco tempo fa di volersi candidare alle regionali. Oggi, sul Corriere della Sera, intervistato da Elisabetta Soglio dice: «Il partito non ha ritenuto di inserire, in posizioni di lista alte, neppure una persona fra quelle vicine alle nostre posizioni di tipo riformistico liberale». È il cerchio magico a decidere, del quale farebbero parte «Cl, Formigoni e la Cdo», nonostante il calo del loro peso specifico dopo la defezione di Mario Mauro. I ciellini e Formigoni «hanno vissuto luci e ombre in quasi 18 anni di governo della Lombardia: le luci, che indubbiamente ci sono, le conosciamo. Quanto alle ombre di cui si parla, sarà il tempo a rendere giustizia».

COMMISSARIAMENTO PROVINCIA. È stato Valerio Onida, presidente emerito della Corte costituzionale, a dargli un parere su quello che accadrebbe se lasciasse la Provincia: «La possibilità di far continuare la vita della sua amministrazione evitando il commissariamento, esisterebbe solo per alcuni mesi». E quali sono le idee del presidente della Provincia? «Ho in mente una frase di Jim Morrison: “A volte il vincitore è un sognatore che non ha mai mollato”».

I GUAI DI PODESTÀ. La poltrona della presidenza della provincia più ricca di Italia è scomoda, da tempo. Guido Podestà deve affrontare molti ostacoli: non solo il rischio di una riorganizzazione delle Provincie, ma anche la complicata vendita del patrimonio dell’ente per una necessità urgente di liquidità causata dai tagli lineari decisi dal governo e dalla precedente gestione di Filippo Penati.
Proprio sul reperimento delle risorse per non sforare il patto di stabilità ci sono stati i maggiori problemi negli ultimi mesi, causati soprattutto dalla gestione della vendita Sea da parte del Comune di Milano. Quattro giorni fa, invece è stato pubblicato ufficialmente il bando per l’offerta delle azioni Serravalle, di cui la Provicia di Milano detiene la maggioranza assoluta delle azioni. Se l’asta andrà bene, quel 53 per cento di Serravalle porterà alle casse della Provincia più di 300 milioni di euro. Certo, sono cifre ben lontane da quei 278 milioni pagati dalla provincia di Penati (a processo per corruzione) nel 2005 alla Gavio per una quota che arrivava appena al 15 per cento.