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Cina. Nonostante il boicottaggio del regime, c’erano cinquemila fedeli al funerale del vescovo Fan, simbolo della Chiesa sotterranea

marzo 24, 2014 Redazione

Shanghai. Per ordine dello Stato le esequie si sono svolte nella funeral home e non nella cattedrale. Settanta preti hanno concelebrato la stola rossa, «simbolo del martirio»

Funerale Joseph Fan ZhongliangC’erano circa cinquemila fedeli nella funeral home di Shanghai, a dare l’ultimo saluto a Joseph Fan Zhongliang, vescovo ordinario di Shanghai morto 97enne. Il religioso era simbolo della chiesa “sotterranea” cinese, e per anni ha dovuto vivere la sua vocazione incarcerato agli arresti domiciliari, oppure costretto ai lavori forzati in campi di prigionia: per questo, riferisce AsiaNews, le autorità non hanno dato il permesso di celebrare le sue esequie nella cattedrale cittadina, quella di Sant’Ignazio, che si sono dovute svolgere appunto nella laica funeral home. Nonostante ciò, nei giorni scorsi il flusso di fedeli che accorrevano a pregare sulla salma era stato costante, le Messe sulla sua bara si susseguivano sebbene le autorità cittadine avessero chiesto un rito di basso profilo. E sabato, prima del funerale, il cortile davanti alla funeral home era pieno di migliaia di cattolici. La polizia è intervenuta per dirigere il traffico e portare ordine all’area: un maxischermo è stato posto all’esterno della struttura, per permettere a tutti di seguire la Messa.

MANCAVA TADDEO MA DAQIN. A presiedere la celebrazione c’era padre Zhu Ude, sacerdote della comunità sotterranea locale, assieme ad altri 70 preti, sia della Chiesa ufficiale che sotterranea. Tutti avevano addosso la stola rossa, che «simbolizza il martirio», simbolo di monsignor Fan, ha riferito uno dei presenti ad AsiaNews. Chi mancava, invece, era monsignor Taddeo Ma Daqin, attuale vescovo di Shanghai costretto agli arresti domiciliari: fino all’ultimo si è sperato che il religioso riuscisse ad essere presente, ma alla fine le autorità non hanno dato l’ok. Nonostante ciò, durante la preghiera eucaristica, tutti i sacerdoti presenti hanno proclamato «il nostro vescovo Taddeo». Quanto alle celebrazioni, il governo cinese ha proibito di usare la parola “vescovo” per indicare monsignor Fan, poiché appunto non riconosciuto come tale in quanto esponente della chiesa sotterranea: pertanto, nella sala della funeral home, era esposto uno striscione dove era usata la parola “pastore”.

NON SONO BASTATI 4MILA LIBRETTI. Per la celebrazione erano stati preparati 4mila libretti, che sono risultati insufficienti per tutti i partecipanti al rito. Lunga è stata la celebrazione: circa tre ore, anche perché, al termine, quasi tutti i fedeli, uno a uno, sono voluti passare davanti alla salma per salutare Fan. Un sacerdote sotterraneo ha detto ad AsiaNews che egli è stato contento che la liturgia si sia svolta in modo tranquillo, con la benedizione di Dio. La presenza di sacerdoti ufficiali e sotterranei, ha aggiunto, fa sperare nell’unità della Chiesa in Cina.

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1 Commenti

  1. Ellas says:

    Nessuno dice nulla? Allora, popolo gay, perchè non dite qualcosa?

    Ve lo dico subito: l’esempio di vita di quest’uomo è ciò che sta facendo Asia Bibi.

    Imprigionare una persona per 50 anni? E voi che vi lamentate di non poter dare spettacolo in pubblico? Voi potete sempre nascondervi e farlo, gente come il vescovo Fang, invece avrebbe dovuto abiurare, e arrendersi al governo cinese.

    No, mi spiace ma nè voi, nè io possiamo essere al suo livello. Nè a quello di Richard Wurumband, il pastore protesante che ha passato 14 anni in un carcere comunista della Romania nel 2ndo dopoguerra.

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