Cina: chiudono i gulag (nel 2020) e aprono misteriose «comunità di correzione»

Pubblicato il documento sulle conclusioni del terzo Plenum di Partito. Un mix di slogan e promesse fumose. Intanto, dal 1971, salgono a 336 milioni gli aborti praticati e a 196 milioni le sterilizzazioni. Questa è la Cina

Tremila esecuzioni compiute in Cina soltanto lo scorso anno (le cifre sono stimate perché i dati sono coperti dal segreto di Stato, però sono molto inferiori alle ottomila del 2006). 190 mila persone detenute nei “campi di rieducazione attraverso il lavoro” (gulag). 400 milioni di bambini non nati dall’entrata in vigore della legge sul figlio unico (1980). Tutto questo dovrebbe finire, o perlomeno diminuire. È quanto emerge nel documento sulle conclusioni del terzo Plenum del Comitato centrale del Partito che si era concluso martedì scorso. La Cina, sotto la guida del presidente Xi Jinping, imbocca dunque la strada delle riforme sociali ed economiche. O almeno sembra, perché in verità bisogna rimanere molto cauti: le riforme previste che dovrebbero modellare il volto del gigante asiatico sono un mix di slogan, burocratese, dichiarazioni di intenti alquanto fumosi. È per questo che molti analisti in tutto il mondo frenano: il vero volto autocratico del regime non cambierà di una virgola.

Secondo il documento del governo cinese, le riforme prevedono: abolizione del sistema di rieducazione attraverso il lavoro; riduzione graduale della pena capitale; ammorbidimento della politica del figlio unico. Tutto questo ha l’intento di placare il malcontento (timido e nascosto) della popolazione e di rimettere sotto una buona luce le istituzioni giuridiche del paese, perché il Partito ha capito che solo in questo modo potrà mantenere la sua leadership nel lungo termine.
Ci sono comunque molti rebus da risolvere. Ad esempio: con cosa verranno sostituiti i campi di lavoro (che comunque rimarranno in funzione con tutte le loro ingiustizie e violenze almeno fino al 2020)? Il comunicato del Plenum parla «di un grande sforzo per difendere i diritti umani». Per questo motivo, fra sette anni ladruncoli, prostitute, gente semplice che ha osato protestare per un abuso subìto, saranno accolti da un sistema di «comunità di correzione». Il documento non precisa altro, né finalità né tipo di struttura.

Anche nel caso della legge sul figlio unico c’è da registrare un piccolo miglioramento: d’ora in poi in città, le famiglie in cui uno dei due genitori è figlio unico potranno «permettersi» di avere due bambini. Per evitare il boom demografico, la Cina cominciò a incoraggiare le coppie a fare meno figli nel 1971. Nel 1980 si arrivò alla legge in questione. Quest’anno il ministero della Salute di Pechino ha comunicato i numeri di questo “incoraggiamento”: i medici hanno praticato 336 milioni di aborti (una media di 8 milioni ogni anno) e sterilizzato 196 milioni di uomini. Gli effetti demografici sono stati perversi e hanno generato uno squilibrio di genere se si pensa che i maschi sono 34 milioni in più delle femmine. A questo si deve aggiungere l’invecchiamento della popolazione e i conseguenti danni economici.

Infine, nel documento non si fa cenno a un allentamento del controllo del Partito sulla vita politica del paese, che nazi appare avviato a rafforzarsi con nuovi, stringenti controlli sui media e in particolare su internet, che già subisce una serie di forti restrizioni come il blocco dei principali siti di comunicazione sociale da twitter a facebook a youtube.