Il valore strategico della potenza marittima, le mosse russo-cinesi, lo spostamento di interesse delle grandi potenze. Rassegna ragionata dal web
Il cacciatorpediniere americano Gravely arriva a Trinidad e Tobago per condurre esercitazioni militari (foto Ansa)
Sul Sussidiario Giulio Tremonti dice:
«Già allora gli americani dicevano che ci sono due oceani, l’Atlantico e il Pacifico, e quest’ultimo richiede un impegno progressivo, mentre sull’Atlantico gli europei si sarebbero dovuti impegnare un po’ di più. La discussione nel Parlamento europeo fu estremamente interessante. I socialisti erano possibilisti perché la ritenevano una politica keynesiana, i popolari perché la consideravano una politica colbertiana. Ma la Commissione Prodi bloccò tutto. Oggi mi fa piacere che Prodi sia a favore degli eurobond per la difesa. Vuol dire che le idee giuste, anche se in salita, camminano».
È dal quinto secolo a.C. che in Europa con il greco Tucidide si è incominciato a ragionare sul valore strategico della potenza marittima.
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Su Startmag Marco Orioles scrive:
«Al di là delle polemiche, la Groenlandia rappresenta un asset geopolitico di prim’ordine. La Bbc spiega che la sua posizione tra Nord America ed Europa la rende centrale per la sicurezza...
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