Chi accusa papa Francesco di collaborazionismo con la dittatura? Un ex guerrigliero e una fan dei terroristi

Verbitsky, celebre giornalista argentino ed ex guerrigliero socialista, fu prosciolto dall’accusa di strage per prescrizione. Mama Hebe, presidente delle “Madri di Plaza de Mayo”, esultò al crollo delle Torri gemelle.

Non c’è solo il caso del falso Bergoglio misogino a sollevare dubbi sulla credibilità delle notizie sparse in rete sul passato del nuovo Papa. Ad accusare l’ex arcivescovo di Buenos Aires di collaborazionismo con la dittatura miliare argentina (che governò il paese fra il 1975 e il 1983), ci sono personalità tutt’altro che super partes.

VERBITSKY: L’EX GUERRIGLIERO MONTONERO. I montoneros sono stati i guerriglieri argentini più attivi durante gli anni della “guerra sporca”. Di questa falange estrema della sinistra peronista ha fatto parte anche Horacio Verbitsky, fra il 1973 e il 1977. Il giornalista argentino, che ha accusato papa Francesco di essere stato un delatore del regime militare, è accusato dai suoi detrattori in patria a sua volta di essere un ex terrorista. Anche per questo, sostengono in Argentina, nelle sue numerose dissertazioni sugli anni della guerra sporca si dimentica di scrivere degli atti di terrorismo compiuti dai montoneros: ne faceva parte. In particolare Verbitsky è stato indicato, anche dai suoi ex compagni, come collaboratore di un attentato a una stazione di polizia di Buenos Aires nel 1976. Processato insieme ad altri ex montoneros dall’associazione delle vittime della strage, con l’accusa di avervi partecipato attivamente, è stato prosciolto grazie alla prescrizione.

HEBE: LA “MADRE DE MAYO” PRO-TERRORISTI. L’altra grande accusatrice dell’ex arcivescovo di Buenos Aires è Hebe de Bonafini. Mama Hebe è presidente delle “Madri di Plaza de Mayo”, l’associazione scissionista delle madri dei desaparecidos argentini. La Bonafini è conosciuta in Argentina per il suo estremismo. Durante la guerra in Kosovo Bonafini volò a Belgrado per appoggiare Milsosevic offrendosi di fare da scudo umano contro i bombardamenti Nato. Affermava che «i problemi dei popoli non si risolvono nei parlamenti e nei tribunali» ma «nelle strade, nelle case e nelle assemblee». Dopo un attentato dell’Eta basca nel 2000, definì assassino il governo spagnolo e fece visita ai terroristi. Mama Hebe, «loca antisemita», avversa ad Israele, sostenitrice del terrorismo, si è dichiarata anche «felice» della caduta delle Torri gemelle: «I nordamericani ci hanno distrutto, era ora che pagassero», disse.