Rassegna ragionata dal web su: le due diverse idee di tutela dell’ambiente che si contrappongono a Strasburgo, i calcoli politici e le dinamiche sociali che hanno determinato il voto sulla legge
Corteo di agricoltori in trattore davanti al Parlamento europeo a Strasburgo contro la legge sul ripristino della natura, che finirà per essere approvata, 11 luglio 2023 (foto Ansa)
Corteo di agricoltori in trattore davanti al Parlamento europeo a Strasburgo contro la legge sul ripristino della natura, che finirà per essere approvata, 11 luglio 2023 (foto Ansa)
Su Strisciarossa Roberto Della Seta scrive: «L’occasione di questa “prima volta” di popolari e sovranisti coalizzati non è banale. La “Nature Restoration Law” su cui ha votato il Parlamento a Strasburgo prevede di ripristinare entro il 2030 almeno il 20 per cento degli habitat naturali minacciati; è sostenuta dal mondo ambientalista e da larga parte della comunità scientifica che studia i problemi della perdita di biodiversità e la crisi climatica, osteggiata soprattutto da settori del mondo agricolo i quali temono che la norma costringerebbe a ridurre la superficie coltivata a beneficio di interventi di rinaturalizzazione».
Della Seta spiega lo scontro tra popolari-conservatori e socialisti-verdi sulla Nature Restoration Law vinto dalla sinistra per lo spostamento di voto di 21 parlamentari popolari e del...
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