Caso marò, l’India rinvia ancora l’udienza. L’Italia richiama l’ambasciatore

Per la 26esima volta la Corte suprema rimanda: il destino del processo contro Latorre e Girone si conoscerà il 24 febbraio. Bonino: «Inaccettabile rinvio. Il nostro scopo è rimpatriare a casa i due italiani»

È suonato quasi una beffa l’ennesimo rinvio nell’udienza del processo indiano ai due marò Salvatore Latorre e Massimiliano Girone. Dall’inizio dell’anno infatti è già almeno la quarta volta in meno di due mesi (il ventiseiesimo rinvio in due anni), e sempre quando sembrerebbe di essere ad un punto di svolta nel caso. Oggi ad esempio al tribunale toccava decidere se accettare la proposta del procuratore generale di incriminare i due italiani usando la legge antipirateria, ma escludendo da subito l’articolo che prevede la pena capitale. Che il nodo non sia stato sciolto nemmeno oggi è gravissimo, ma anche logicamente collegato al fatto che se il tribunale accettasse la richiesta dell’accusa di fatto metterebbe in discussione la sovranità di un paese, l’Italia, impegnato in una missione internazionale (i due marò come ha sottolineato il ministro Emma Bonino «Non sono né terroristi né pirati»). Dall’altra parte, se il tribunale rigettasse la richiesta dell’accusa, e giudicasse solo in base al codice penale indiano i due italiani, di fatto ammetterebbe l’incompetenza territoriale sul caso, che è avvenuto in acque internazionali.

TERMINE ULTIMO IL 24. Il giudice V.S.Chauchan oggi in aula ha spiegato che la Corte suprema indiana il prossimo 24 febbraio ascolterà il governo sulla legge Sua act ma, ha anche scandito il giudice, quella data sarà davvero quella definitiva in cui si giungerà ad una conclusione sul caso. Il procuratore generale in aula oggi ha dichiarato pubblicamente, per la prima volta, che il governo è spaccato in seguito alle pressioni internazionali che sta ricevendo sul caso: «C’è un dibattito tra il ministro degli Esteri, dell’Interno e della Giustizia e abbiamo ancora bisogno di tempo per decidere».

L’IRA DI BONINO. La prima reazione del ministro degli Esteri italiano alla notizia, richiamare l’ambasciatore a New Delhi in Italia, mostra il livello di tensione tra i due paesi. Emma Bonino non ha esitato a dichiararlo anche pubblicamente, a chiare lettere: «A fronte dell’ulteriore, inaccettabile rinvio deliberato questa mattina dalla Corte Suprema indiana dell’esame del caso dei Fucilieri di Marina Latorre e Girone e della manifesta incapacità indiana di gestire la vicenda, l’Italia proseguirà e intensificherà il suo impegno per il riconoscimento dei propri diritti di Stato sovrano in conformità con il diritto internazionale. L’obiettivo principale dell’Italia resta quello di ottenere il rientro quanto più tempestivo in Patria dei due Fucilieri».