Caro Formigoni, sull’affidamento della bambina alla coppia gay hai fatto uno scivolone

Il senatore ha detto a una trasmissione tv di non avere nulla «da obiettare» se la coppia garantisse una certa stabilità. Ma si sbaglia. Per due motivi

Conoscendo la storia e le idee di Roberto Formigoni, non abbiamo dubbi che si sia trattato di uno scivolone. È da qualche giorno che circola in rete un video (lo vedete qui sotto) nel quale il senatore, rispondendo a una domanda del conduttore Alessandro Milan durante la trasmissione “Funamboli”, dice di non avere obiezioni al fatto che una bambina sia affidata a una coppia omosessuale. In verità, come si vede dal video, la posizione dell’ex governatore lombardo è più sfumata rispetto all’assertività dei titoli del video che circola in rete. Formigoni chiarisce di essere contrario all’adozione, di non volere «papà 1 e papà 2», ma anche di non avere nulla «da obiettare» se la coppia garantisse una certa stabilità.

Il riferimento è alla vicenda di Bologna, di cui tempi.it vi ha già parlato. Ma proprio entrando nel dettaglio dell’episodio, si comprende meglio l’errore di Formigoni. Per due ordini di ragioni.

1) Come dichiarato a tempi.it da Ugo Pastore, procuratore capo della Procura dei minori di Bologna, «vi sono diverse approssimazioni nella procedura». Pastore ha impugnato il provvedimento del Tribunale dei minori dell’Emilia-Romagna, perché la bambina sarebbe stata affidata alla coppia di omosessuali senza che prima, come recita la legge all’articolo 2, fossero state vagliate altre possibilità, in particolare l’affidamento a nuclei familiari con figli minori. Insomma, una procedura inconsueta (e rischiosa) al di là dell’orientamento sessuale della coppia in questione. Siccome non siamo ingenui, resta il più che fondato sospetto che il caso sia stato forzato proprio per l’orientamento sessuale dei due, in modo da bypassare le norme che in Italia non consentono l’adozione (come ha spiegato, sempre su tempi.it, Giancarlo Cerrelli, vicepresidente dell’Unione giuristi cattolici italiani).

2) Formigoni, che è uomo politico di lungo corso e che non ha mai avuto timore di combattere battaglie culturali contro il mainstream moderno, sa anche bene cosa significhi, da un punto di vista culturale, avallare idee di questo tipo. A nostro parere, infatti, basta il buon senso di un uomo di sinistra come Mario Adinolfi per capire che alla bambina di Bologna non serva un finto genitore 1 accoppiato con un finto genitore 2, ma una mamma. Così come a Formigoni non sfuggirà l’importanza delle parole del cardinale della città, Carlo Caffarra che, proprio ieri, ha detto che «stiamo costruendo una torre di Babele, che alla fine rovinerà su noi tutti. In primo luogo sui più deboli, i bambini, affidati al genitore 1 e al genitore 2. Affidati a una genitorialità artificialmente costruita».