Il cappellano della regina: «Nel Corano ci sono versetti che incitano alla violenza»

In Inghilterra scoppia un caso dopo le dichiarazioni ad una radio del canonico Gavin Ashenden

corano-scuola-h-shutterstock_139160495«Nel Corano ci sono più di 100 versetti che incitano alla violenza». Hanno fatto scalpore le parole pronunciate da uno dei 35 cappellani della regina Elisabetta II, il canonico Gavin Ashenden. Il sacerdote anglicano, intervistato mercoledì sera dalla radio LBC, stava parlando di un tema molto difficile da affrontare, soprattutto in Inghilterra: il rapporto tra islam e violenza.

GIOVANI E JIHAD. Un numero imprecisato tra 500 (stime ufficiali) e 2.000 inglesi (stime ufficiose) si trovano in Iraq e Siria a combattere per lo Stato islamico. Tra questi spicca il famigerato tagliagole “Jihadi John”. L’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, ha affermato a proposito che i giovani sono spinti verso il jihad perché la religione come viene diffusa nella secolarizzata società inglese «non è eccitante», coinvolgente, mentre i ragazzi avrebbero bisogno di «uno scopo nella vita».

ESTREMISMO RELIGIOSO. A proposito delle parole di Welby, il cappellano di Sua Maestà ha dichiarato: «Io sono stato attratto al cristianesimo perché invitava la gente ad essere estrema nel perdono e nell’amore. Ci sono stati i missionari che baciavano i lebbrosi. Se inviti la gente a seguire e dedicarsi alle scritture, i cristiani andranno in giro a perdonare la gente, mentre gli islamisti faranno qualcos’altro». È in questo contesto che il sacerdote, punzecchiato dall’intervistatore, ha aggiunto che nel Corano esistono dei passaggi che incitano alla violenza.

OFFESI DAL CORANO. L’intervistatore radiofonico, Iain Dale, sorpreso da queste parole, ha voluto precisare che «l’islam è interamente pacifico» e il reverendo Ashenden gli ha risposto: «Ci sono anche parti del Corano che dicono di uccidere i tuoi nemici». Dopo aver citato diversi di questi passaggi, Dale gli ha fatto notare che i musulmani avrebbero potuto sentirsi offesi. E il sacerdote anglicano ha concluso: «Si sentono offesi dal fatto che cito il Corano? Allora non sono offesi da me, ma dal Corano».

NO COMMENT. A conferma di quanto questo tema sia sensibile a Londra e dintorni, né la Chiesa anglicana, né Buckingham Palace, nonostante le sollecitazioni dei giornalisti, hanno voluto commentare l’intervista. Alla domanda finale del conduttore radiofonico, che chiedeva se quindi alcune parti del Corano fossero sbagliate, l’ex cappellano dell’Università di Sussex ha concluso: «Io ho solo notato che alcune parti invitano alla violenza. Se è giusto o sbagliato, ognuno lo deciderà per sé».

Foto Corano da Shutterstock