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I camuffamenti umanitari di Francesca Albanese

Di Peppe Rinaldi
25 Febbraio 2026
Le prese di posizione su Israele della relatrice speciale dell’Onu rivelano un punto di vista partigiano e ideologico. Una radiografia dei suoi Rapporti
Francesca Albanese
Francesca Albanese (Foto Ansa)

«Francesca Albanese è una donna straordinaria, di una competenza e di una onestà intellettuale come io rarissimamente ho incontrato nella mia vita (…)... fa i suoi rapporti sulla base della conoscenza e del diritto internazionale (...)». Lo ha detto Moni Ovadia, alfiere di quella schiatta che Howard Jacobson consacrò quali “ashamed jews” (ebrei che si vergognano), una vivace comunità di intellettuali e attivisti che vivono una forma di disagio per il potere e la forza espressi dallo Stato d’Israele, preferendo l’immagine dell’ebreo storico: la vittima, il perseguitato, l’errante senza terra. Sono detti anche “universalisti” perché pensano che la vera missione dell’ebraismo sia la difesa dei diritti universali di tutti gli oppressi, palestinesi inclusi. In Italia sono i Lerner, le Foa, gli Ovadia, e altri. Una vecchia storia, un riflesso diffuso che, in altre forme ma con sostanza simile, interessa almeno la metà dello spettro politico-culturale dell’Occidente e che, grazie al miliardes...

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