«La sinistra è diventata una frode borghese, completamente separata dal popolo che dice di rappresentare»

Leggere Camille Paglia e scoprire che tutto ciò che c’è da dire sul “fascismo di sinistra” l’ha detto splendidamente lei, una lesbica, atea e femminista radicale.

bugia-shutterstock_204693439Cosa c’è di nuovo? Cosa c’è che quando apri il giornale dici ok, la predica ce l’ho, cosa ascolto a fare Fazio? Cosa c’è di disperato in Repubblica?

«L’Occidente politicamente corretto è una élite vuota e secolarizzata che si crede eterna».

Oddio. Dall’America della correttezza politica. Dall’America dove tutta la bella gente guarda e si chiede cosa ha scritto oggi il New York Times. Da una intellettuale di sinistra, che ha fatto il ’68, il femminismo radicale, la sinistra pop, la ribelle ultras, la sexual personae, ed è stata effigiata in  copertina del magazine New York Times, spada alla mano, warrior atea, saggista e lesbica, vien giù un’autocritica micidiale. Sentite.

«La sinistra è diventata una polizia del pensiero stalinista che ha promosso l’autoritarismo istituzionale e ha imposto una sorveglianza punitiva delle parole e dei comportamenti».

E’ Camille Paglia, che intervistata da Mattia Ferraresi, ieri sul Foglio, avrebbe dovuto far venir fuori dai gangheri anche tutta la nostra editoria e intellighentia nostrana.

E invece no, ci scommettiamo, anche se lo scriviamo che è la sera tarda di ieri, scommettiamo che democrat staranno zitti, a sfilettare lo schema, il cliché, la zuppetta quotidiana. Speriamo di sbagliarci? Sì. Volesse il cielo che un ordine di servizio mal interpretato sia finito oggi sulle prime pagine di Rep o Corriere, con un editoriale e un titolo troppo lungo, tipo: «La straordinaria critica alla sinistra di Camille Paglia».

E vabbè, cupolina politicamente corretta, quelli sono “crociati”. E questi “il grande riformatore”. Loro sono “medioevo”. Noi guardiamo avanti. Loro la “famiglia tradizionale”. Noi siamo nel 2015. Quelli sono Salvini e ciellini. Noi siamo la democrazia responsabile, l’integrazione sostenibile, la dieta vegana, l’aborto favoloso e le pillole delle farmaceutiche che pagano bene. E via con tutte le sfumatore del grigio mainstream.

E così, dice Camille Paglia, «la sinistra è diventata una frode borghese, completamente separata dal popolo che dice di rappresentare».

«Tutti i maggiori esponenti della sinistra americana – prosegue Camille – oggi sono ricchi giornalisti o accademici che occupano salotti elitari dove si forgia il conformismo ideologico».

E tanto per precisare, soggiunge l’americana a proposito di élite, «questi meschini e arroganti dittatori non hanno il minimo rispetto per le visioni opposte alle loro». (Ehi, vuol dirlo a noi italiani che per un convegno sulla famiglia ci siamo beccati per quindici giorni di fila insulti e allarmi “antiomofobi” nazionali, e non è ancora finita, vero Venerdì di Repubblica? Vuoi dirlo alla Sentinelle in piedi?)

Oddio, Camille, ci hai scattato una fotografia transatlantica. «Il loro sentimentalismo (il soggetto è sempre, “questi arroganti e meschini dittatori”) li ha portati a credere che devono controllare e limitare la libertà di parola in democrazia per proteggere paternalisticamente la classe delle vittime permanenti di razzismo, sessismo, omofobia eccetera»

E a proposito di Je suis Charlie, vuole dire qualcosa la femminista che ha fatto a pezzi il femminismo convenzionale, le quote rosa e di “genere” che adesso hanno attraversato l’oceano e si sono sistemate da buone impiegate alle pari opportunità in tutti i comuni e istituzioni d’Italia?

«Sono una militante della libertà di espressione e un’atea, ma rispetto profondamente la religione come sistema simbolico e metafisico. Odio profondamente le becere derisioni alla religione che sono un luogo comune dell’intellighentia occidentale secolarizzata. Ho scritto che Dio è la più grande idea che sia venuta all’umanità. Niente dimostra l’isolamento della sinistra dalla gente quanto la derisione della religione, che per la maggior parte degli uomini rimane una caratteristica vitale per la loro identità. Le vignette di Charlie Hebdo erano crude, noiose e infantili, insultavano il credo di altre persone senza nessuna vera ragione artistica. Il massacro è stata una atrocità barbara e la libertà di espressione deve essere garantita in tutte le democrazie moderne. Ma quale visione della vita propone il liberalismo che sia più grande delle prospettive cosmiche della grandi religioni?».

Dopo di che. «Siamo in un periodo simile a quello del tardo impero romano, quando una élite sofisticata, secolare e con uno stile di vita sessualmente libero pensava che il suo mondo fosse eterno. Il suo vuoto spirituale era la sua condanna. Quella che è arrivata dalla Palestina era una religione di passione e mistero che valorizzava il martirio. L’Occidente ha perso la strada, che cos’ha da offrire oggi?»

Già cosa cos’ha da offrire oggi? Probabilmente il pieno del vuoto alle stazioni di servizio in Rete.

Foto bugia da Shutterstock