«Cambiare identità di genere tutti i giorni, perché no?». La clinica di Chicago che educa i “bambini trans” di tre anni

Al Lurie Children’s Hospital di Chicago il dottor Garofalo prende in cura, a partire dai tre anni, bambini che si sentono bambine e bambine che vogliono diventare bambini. Viaggio in un labirinto gender

Il Lurie Children’s Hospital è la più grande struttura sanitaria pediatrica di Chicago e la prima negli Stati Uniti medio occidentali ad avere aperto una clinica specializzata in “genere e sessualità”. Qui il dottor Robert Garofalo prende in cura, a partire dai tre anni, bambini che si sentono bambine e bambine che vogliono diventare bambini.

DISFORIA DI GENERE. Ryan ha 11 anni ma da tempo si sente una femmina. Per questo, a partire dai due anni, ha lentamente cambiato look: prima portava i capelli biondi corti, ora invece li ha lunghi e veste con abbigliamento femminile. «Mi sento una femmina nel cuore e un maschio nella testa», dichiara al Le Nouvel Observateur.
Ryan è tra i 65 bambini che nella clinica di Chicago vengono trattati per la “disforia di genere”, termine che negli Usa indica chi non si sente a suo agio con il proprio sesso. «Oggi Ryan si comporta come una femmina – raccontano i genitori – ma contrariamente ai bambini transessuali non rifiuta il suo sesso. Nessuno sa come si evolverà».

trans-bambini«PERCHÉ NO?». Lo scopo della clinica è far capire a questi bambini che non importa se si sentono maschi e femmine, l’importante è che si accettino. Afferma il dottor Scott Leibowitz davanti a un bambino che a 13 anni cambia identità di genere tutti i giorni: «E perché no? Noi gli diciamo che non è grave, che possono essere quello che vogliono e che questo non deve influenzare gli altri aspetti della loro vita».

LA CURA DEI TRANS. Il dottor Garofalo ha deciso di aprire la clinica dopo aver preso in cura per l’Aids numerosi transessuali. Vedendo che molti avevano problemi di depressione, droga e tentavano di suicidarsi ha pensato che il problema risiedesse nella difficoltà ad accettarsi come transessuali. Per questo, ha deciso di aiutare fin da piccoli i bambini che si sentono bambine e le bambine che si sentono bambini a non farsi troppi problemi sulla loro condizione.

IDENTITÀ DI GENERE A 3 ANNI. Sade, 15 anni, si sente un maschio ed è contento perché «il dottore mi autorizza ad andare nel bagno dei maschi, mi riconosce per quello che sono». Garofalo va spesso a parlare nelle scuole di questi ragazzi, perché li lascino andare nei bagni che corrispondono al genere a cui loro sentono di appartenere: «Bisogna tenere conto di tutto l’ambiente in cui vivono questi ragazzi – spiega – dalla famiglia alla scuola. L’identità di genere non si costruisce in età adulta ma a 3, 4, 5 anni. Ecco perché è ragionevole cambiare identità già a questa età».

trans-bambini-chicago«E SE POI CAMBIA IDEA?». I genitori sono d’accordo: «Ryan non è malato. Perché non lasciarlo esplorare la sua identità?». Anche perché, come afferma il dottor Leibowitz, «certe persone sono nate nel corpo sbagliato». Ecco quindi che secondo il dottor Garofalo prima bisogna lasciare che i bambini si vestano come vogliono, poi, appena comincia, la pubertà deve essere bloccata con dei farmaci.
Infine bisogna fare una scelta sul cambio di sesso, anche se Tom, padre di Sade, ha dei dubbi: «L’operazione tra tutto costa ben più di 4 mila dollari. Io vorrei prendere tempo, Sade è così giovane. E se poi cambia idea?».

MASCHI O FEMMINE. Per il capo della clinica «l’operazione non è necessaria» ma Amya, 14 anni, nato Ariel, vuole farla «il più presto possibile». A 11 anni Ariel si innamora di un ragazzo, la madre gli dice che non è un problema se è omosessuale ma il ragazzino si convince di essere una ragazza, mentre i suoi genitori divorziano. Dopo due anni i genitori si risposano e accettano la nuova identità di genere della figlia: «I bambini non devono soffrire a causa di un pregiudizio ignorante».
Appena avrà l’età giusta Amya cambierà sesso ma nel frattempo potrebbe mutare identità: «I genitori vogliono sempre sapere come si evolveranno i loro figli – conclude il dottor Leibowitz – ma nessuno può sapere cosa succederà». L’idea che «bisogna essere per forza o maschi o femmine» è dura a morire: il dottor Garofalo ha fondato la clinica apposta per eliminarla.