Cambiamenti climatici, fa più danni l’allarmismo della Co2

L'”ambientalista scettico” Bjorn Lomborg spiega perché, dati alla mano, è più utile aiutare il Terzo Mondo a uscire dalla povertà che buttare montagne di denaro in inutili campagne “green”

marcia-ambientalista-clima-shutterstock_218837329

Con la consueta sana dose di pensiero anti-ideologico, l'”ambientalista scettico” Bjorn Lomborg è tornato a sottolineare dalle colonne del Wall Street Journal quale sia secondo lui “la cosa allarmante dell’allarmismo climatico”. La tendenza a bombardare il pubblico con titoloni catastrofici e appelli disperati spesso impedisce al mondo di prendere atto di dati che in molti casi smentiscono quegli stessi allarmi, e dunque di studiare soluzioni fondate sulla ragione anziché sul panico.

siccita-cambiamenti-climatici-shutterstock_775062550,09 GRADI. Per esempio, ricorda Lomborg cominciando a elencare i fatti inattesi registrati dagli osservatori scientifici, «è indubbio che le emissioni di anidride carbonica sono in crescita, e più rapidamente di quanto abbia predetto la maggior parte degli scienziati. Ma molti allarmisti climatici sembrano credere che i cambiamenti climatici siano peggiori delle attese. Ignorando però che molti dati in realtà sono incoraggianti. Lo studio più recente dell’Ipcc (il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico, organismo Onu premiato con il Nobel per la pace nel 2007 insieme ad Al Gore, ndr) ha riscontrato che nei precedenti 15 anni le temperature erano aumentate di 0,09 gradi Fahrenheit. La media di tutti i modelli prevedeva 0,8 gradi. Stiamo dunque assistendo a un aumento di temperatura inferiore del 90 per cento alle attese».

LA CALOTTA SI ALLARGA. Concentrare l’attenzione solo sui casi peggiori, insiste Lomborg, non contribuisce all’individuazione di solide politiche ambientali. Un altro esempio? Le calotte polari. «Sì, il ghiaccio artico si scioglie più rapidamente rispetto alle attese dei modelli. Ma i modelli hanno predetto che anche il ghiaccio antartico si sarebbe ristretto, e invece si sta espandendo». Non basta? Prendiamo la siccità: si continua a ripetere che in futuro la mancanza di acqua sarà una piaga sempre più frequente. Eppure, spiega il direttore del Copenaghen Consensus Center, «uno studio pubblicato a marzo dalla rivista Nature mostra che in realtà la superficie del pianeta colpita da siccità è diminuita dal 1982».

TIFONI E URAGANI. E non è finita. Continua Lomborg: «A dicembre, alla conferenza Onu sul clima organizzata a Lima, in Perù, è stato detto ai partecipanti che i loro paesi dovranno tagliare le emissioni di anidride carbonica per evitare in futuro danni causati da tempeste come il tifone Hagupit, che ha colpito le Filippine proprio nei giorni della conferenza, uccidendo almeno 21 persone e costringendone oltre un milione a lasciare le proprie case. Eppure, secondo uno studio pubblicato nel 2012 dall’American Meteorological Society’s Journal of Climate, i tifoni che colpiscono l’area delle Filippine per la verità sono in calo dal 1950».

PIÙ SVILUPPO, MENO SLOGAN. Insomma, ribadisce l'”ambientalista scettico”, sentiamo ripetere in continuazione che «le cose sono peggiori che mai, ma i fatti non dicono questo». E forse pensando proprio a un caso come quello delle Filippine, Lomborg suggerisce a esperti e comunicatori di riconoscere una volta per tutte che «non si tratta tanto di tagliare le emissioni di anidride carbonica, quanto di tirare fuori le persone dalla povertà». Non è un caso se nel mondo il tasso di morti causate da disastri naturali è crollato del 97 per cento dall’inizio del secolo scorso a oggi: il calo impressionante, spiega Lomborg, «è dovuto soprattutto allo sviluppo economico che aiuta le nazioni a resistere alle catastrofi». Del resto è ovvio che un uragano in Florida non uccide quanto un uragano nel Sudest asiatico. Più che spendere montagne di soldi per produrre risultati trascurabili con le energie rinnovabili, perciò, il mondo farebbe meglio a promuovere con più convinzione lo sviluppo dei paesi poveri.

Foto marcia per il clima da Shutterstock
Foto siccità da Shutterstock