Calciomercato, gli acquisti: Milan avaro, Inter oculata, Roma chissà

Quale squadra si è mossa meglio sul mercato? Chi si è rafforzato di più? E il team che ha chiuso con il bilancio peggiore? Tutti gli acquisti e le cessioni del calciomercato targato Serie A, i saldi delle società e le giovani promesse delle rose italiane

Si sono chiuse le porte del all’Ata Quark Hotel di Milano, sede del calciomercato estivo, dove dall’1 luglio al 31 agosto si sono definiti i passaggi dei giocatori da una squadra a un’altra. Vediamo chi si è mosso meglio in prospettiva, chi si è rafforzato di più e come hanno chiuso il saldo di bilancio le società italiane.

Capitolo giovani promesse

L’Inter per il secondo anno consecutivo tessera giocatori di prospettiva. Questa volta è stato il turno dell’olandese Luc Castaignos, classe 1992, prelevato dal Feyenoord dove lo scorso anno ha realizzato 15 reti in 32 partite. Insieme a lui Andrea Poli, centrocampista del 1989 cresciuto nella Sampdoria, esploso l’anno della qualificazione in Champions League sotto la guida di Delneri. Ad abbassare l’età media della formazione di Gasperini, ci sono gli innesti definitivi in prima squadra del difensore Faraoni (1991) e del centrocampista Obi (1991). In aggiunta altri due nuovi acquisti: Alvarez (1988) e all’ultimo Zarate (1987).
Il Milan ha acquistato il giovane attaccante italoegiziano scuola Genoa El Shaarawy (1992), resosi protagonista la passata stagione nelle fila del Padova.
Roma rivoluzionata dalla promessa Luis Enrique, che ha in testa il modello Barcellona. E allora spazio a Osvaldo (1986), José Angel (1989), Pjanic e Bojan (1990), Lamela (1992).

Il miglior mercato

Il Milan non aveva bisogno di grossi rinforzi per riconfermarsi in Italia. Comunque buoni gli innesti di Mexes e Aquilani, ottimo quello di Nocerino. Da valutare il terzino Taiwo. Certo manca il “Mister X” che avrebbe fatto fare il salto di qualità in chiave Champions League.
L’Inter ha dato un occhio alle casse prima di spendere. Alverez, Castagnos e Poli sono giovani interessanti che devono ancora dimostrare tutto nella massima serie italiana. Forlan potrebbe rivelarsi una sorpresa se riconfermasse la media gol che aveva in Spagna, Zarate un’incognita visto il carattere non semplice, ma la truppa dei connazionali potrebbe aiutarlo. Certo si è privato del bomber Eto’o. Impossibile da sostituire, ma il risparmio per il bilancio sempre in rosso di Moratti è davvero notevole. Visto il modulo prediletto da Gasperini non sono stati certo fatti i migliori acquisti e questo è un punto a sfavore per Branca&co. Ora starà al tecnico di Grugliasco far girare gli ingranaggi e gli conviene: il campionato non è ancora incominciato, ma su di lui tira già una brutta aria.

La Juventus ha cambiato tutto per l’ennesima volta. Il nuovo tecnico è Antonio Conte, uno dei pilastri del centrocampo bianconero dell’era Lippi. È stata la prima a muoversi sul mercato. Preso Pirlo, Pazienza, Lichtsteiner. Poi, dopo una breve pausa, ecco Vidal, Vucinic, Giaccherini, Estigarriba ed Elia. In compenso è riuscita a liberarsi di Sissoko e Felipe Melo, Grygera e Martinez. Adesso Conte ha in mano dei buoni singoli, ma dovrà essere bravo a farli giocare da squadra.
La Roma, lo abbiamo detto, è un cantiere aperto. I tifosi devono avere pazienza, fare lavorare serenamente Enrique e dare fiducia alle sue scelte. Anche se è difficile capire come lo spagnolo possa preferire Caprari e Okaka a Totti e Boriello.

Il Napoli ha messo a segno colpi interessanti e ha due uomini per ogni ruolo. Mazzarri se confermerà la sua bravura avrà a disposizione un ottimo organico per fare bene in campionato e onorare il ritorno nella massima competizione europea a distanza di vent’anni. I migliori acquisti sono la permanenza del tridente d’attacco Cavani, Hamsik e Lavezzi. Con loro ci saranno Inler, Donadel, Dzemaili, Rosati, Britos, Fideleff, Fernandez e Pandev. I napoletani possono sognare.
La Lazio punta sulla qualità e sull’esperienza. Per rimpolpare una rosa che già l’anno scorso aveva fatto bene sono arrivati Miroslav Klose, non certo un giovane (1978) ma dalla sua ha 167 reti in Bundesliga e 61 in 110 partite con la nazionale tedesca. Con lui ecco Djibril Cissé, tre anni più giovane. Dopo un lungo peregrinare tra Francia e Inghilterra, nelle ultime due stagioni ha giocato con i greci del Panathinaikos (61 partite e 47 gol). A centrocampo l’usato assicurato Konko e in porta Marchetti, vice di Buffon ai mondiali in Sudafrica.

Per il Genoa si registrano 28 partenze e 21 arrivi: una grande Babele. Ha avuto la forza di non cedere Kucka e Palacio e da loro il tecnico Malesani ripartirà per migliorare i risultati dell’anno scorso. A disposizione del tecnico ci sono il portiere Frey, che va a sostituire il disastroso Eduardo, un Veloso presentatosi al ritiro estivo dimagrito di 5 kg e Caracciolo, acquistato all’ultimo minuto disponibile.
Tutto da scoprire il Palermo. Zamparini sostiene di avere una squadra più forte dello scorso anno. Gli addetti ai lavori non sono molto d’accordo. Tra le partenze la più sofferta è quella della stella Pastore. Ma con lui se ne sono andati Liverani, Sirigu, Bovo, Cassani e all’ultimo anche Nocerino. Tutti giocatori titolari che la passata stagione hanno ben figurato. In compenso sono arrivati Silvestre e Barreto. Per il resto, tutte scommesse. Mangia, il tecnico della primavera che ha sostituito l’esonerato Pioli (secondo licenziato della stagioine dopo Donadoni), punterà su Hernandez, Ilicic e Pinilla. Con capitan Miccoli pronto a entrare.

L’Udinese di Guidolin merita rispetto per quello che ha fatto vedere lo scorso anno. È stata eliminata dai preliminari di Champions, ma in Europa League può far bene. Bisogna avere fiducia, il tecnico sa valorizzare i giovani e amalgamare bene le diverse culture. Una menzione particolare al Cesena: ha perso Giaccherini, ceduto alla Juventus, ma ha acquistato Mutu, Eder, Comotto, Candreva, Guana e Ghezzal. Giampaolo potrà divertirsi e far divertire il suo nuovo pubblico.

I milioni spesi

Tanti. Tanttissimi. In totale in questa sessione di mercato sono 382,17, 325,25 quelli incassati. Ma chi ha scucito di più? Presto detto: in testa la Roma con 58,43 milioni (Osvaldo e Lamela i più costosi con 15 mln, subito dopo Pjanic con 11 mln). Il passivo dei giallorossi è di 32,76 mln. In seconda posizione la Juventus con 50,5 mln (Vucinic 15, Lichtsteiner 10,5, Vidal 10,2, Elia 10). In realtà in questi conti non sono compresi i milioni sborsati per il riscatto di Quagliarella (10,5), Pepe (7,5), Motta (3,75) e Matri (15,5). Con la cessione di Sissoko (7 mln) e qualche altro il passivo di bilancio arriva a 40 milioni. Terzo posto per il Napoli con 42,15 mln in uscita (Inler il più caro a 15 mln) e un passivo di 31,75. In ordine sparso, l’Inter ha speso 36 mln, ma con la cessione di Eto’o il passivo è solo di 200 mila euro. Il Milan è il più risparmioso tra le grandi: 5 mln spesi, ma solo 1 incassato. Chi ha guadagnato di più è l’Udinese che grazie alle cessioni di Inler (15 mln), Zapata (10) e Sanchez (36,5) ha in bilancio un attivo di 55,9 mln. Subito dopo, ma ben distaccato, il Parma con un saldo di 16 mln e poi il Genoa con 14,85 mln.