Buon anno scolastico. Amate la pienezza della libertà

Pubblichiamo il saluto di inizio d’anno agli studenti e ai docenti pronunciato il 12 settembre dal rettore del Liceo Don Gnocchi di Carate Brianza

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Pubblichiamo il saluto di inizio d’anno agli studenti e ai docenti pronunciato il 12 settembre dal rettore del Liceo Don Gnocchi di Carate Brianza.

Viviamo in un mondo caotico e confuso, nel quale siamo all’apparenza liberi di fare quel che ci pare, o dove ci fan credere e c’illudono che siamo svincolati da ogni obbligo perfino verso i nostri genitori, che della vita possiamo fare quel che ci pare, che i nostri atti sono privi di conseguenze… Ma così siamo lasciati soli: come dice una vecchia canzone, «e resti sola con la tua libertà», con questa libertà angusta e miserabile.

In questa scuola invece, amiamo la pienezza della libertà: la libertà di conoscere, di costruire, di stringere rapporti veri, di contribuire all’opera della scuola e della vita, «insieme non da soli». Come canta un’altra vecchia canzone: «La libertà non è star sopra un albero, | non è neanche il volo di un moscone, | la libertà non è uno spazio libero, | libertà è partecipazione». Prender parte a una vita comune ordinata e ricca e, come sulla scena, “giocare” la tua parte fino in fondo. La libertà di conoscere come stanno davvero le cose, tutte le cose, i fatti, la storia, il pensiero, la natura, i cibi e le bevande, la natura degli uomini, il bello e il brutto, il bene e il male, il vero e il falso…

Tante volte, questo lavorìo dell’intelligenza, che noi tutti, adulti e ragazzi, cerchiamo di mettere in atto e di sperimentare in ogni momento del nostro lavoro didattico, suona stonato o in contrasto col mondo che ci viene raccontato o che osserviamo sui media o dietro l’angolo di casa (talora anche dentro casa): un mondo virtuale e violento, dove conta farsi largo a spintoni e ambire a essere quanto più visibili, ricchi e potenti.

Qui vogliamo invece conoscere un altro mondo, cioè fare esperienza viva e quotidiana dello stesso mondo, però più vero e più umano, più corrispondente all’esigenza – che abbiamo tutti – di felicità e bellezza per sempre. Non fuori del mondo, non in un mondo dorato o vagamente sognato, non nello sballo della musica “a palla” di una discoteca o della sbronza o delle “canne” o della fuga dai problemi, no! Non fuori, dentro questo mondo: un luogo vero, un punto fermo e stabile in un mondo attorno che somiglia troppo alle montagne russe, dove i legami, anche i più stretti, si sciolgono come neve al sole.

Questo luogo, questo ambiente ricco di vita, lo offriamo a tutti, è fatto per la crescita di tutti. Nessuno deve sentirsi escluso o presumersi inadatto o disimpegnato: ciascuno impara pian piano a dare il proprio apporto, in diverso grado d’intelligenza e di creatività, di simpatia e di fatica, imparando dagli altri a conoscere gli altri e sé stesso.

Non occorre esser particolarmente dotati: il primo modo, il più naturalmente intelligente, di contribuire al bene comune – quel bene che fa bene a tutti – è il far domande, il chiedere. Se non sai, chiedi; se non capisci, chiedi; se hai un’idea e non sai se vale, chiedi. Non riesco nemmeno a immaginarla, una scuola che nel suo stesso impianto non preveda l’interrogare, non però, come di solito si pensa, a senso unico – il docente che “interroga” e dà il voto –, bensì in un andirivieni di domande e risposte, di questioni sollevate e argomentate e messe alla prova, in un dialogo critico finalmente costruttivo. Chiedere il perché, come stanno le cose; non accontentarsi di risposte sbrigative, date per chiudere un problema noioso in fretta e furia; tener viva una domanda anche oltre la risposta ricevuta, approfondirla.

E, soprattutto, chiedere per capire il senso della realtà, con lealtà e sincerità di cuore.

Buon anno!

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