Boko Haram si è davvero «arreso»? Meglio andarci piano

Un video mostrerebbe la resa del leader del gruppo jihadista, Shekau. Ma ci sono dubbi sull’autenticità del filmato, dove si dice: «Per me è giunta la fine»

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Boko Haram ha davvero annunciato la resa? Molti giornali italiani lo scrivono a caratteri cubitali ma la prudenza è d’obbligo. Ieri è stato pubblicato un filmato di sette minuti su Youtube nel quale Abubakar Shekau, il leader del gruppo terrorista islamico che dal 2009 devasta la Nigeria con attentati e operazioni militari, annuncia: «Per me è giunta la fine».

DUBBI SUL VIDEO. Shekau era apparso in un filmato l’ultima volta un anno fa nel marzo del 2015, quando giurò fedeltà allo Stato islamico. Da allora nessuno ha più saputo niente di lui, a parte un messaggio audio diffuso nell’agosto del 2015. L’autenticità dell’ultimo filmato non è ancora stata confermata, l’esercito nigeriano ha annunciato che lo sta facendo analizzare e i dubbi non mancano: la qualità delle immagini è pessima, tanto che non è possibile affermare se l’uomo nel video sia davvero Shekau, mentre tutti i video precedentemente realizzati da Boko Haram erano di ottima fattura e in alta definizione. Solitamente, inoltre, venivano diffusi da account Twitter legati allo Stato islamico, mentre questa volta il messaggio è stato pubblicato su Youtube.

«NON HA SENSO». Secondo Ronald Sandee, uno dei principali analisti del terrorismo per l’intelligence militare olandese, «il video è un falso, un lavoro di copia e incolla. Non è professionale. Perché poi Shekau dovrebbe cambiare idea e arrendersi? Non ha senso, per me non è genuino». Un altro punto poco chiaro è se Shekau nel video, in lingua hausa e arabo, dica davvero di volersi arrendere. Secondo Steph Hegarty (Bbc) si vede che il leader «è debole e fa fatica a parlare», ma non dice mai di arrendersi. Una traduzione completa ancora non è disponibile.

«GALVANIZZA LE TRUPPE». Anche per Yan St-Pierre, direttore esecutivo del Modern Security Consulting Group di Berlino, bisogna andarci piano: «Lui sta dicendo ai suoi seguaci che è vivo. Mi sembra che l’intento del video sia preparare Boko Haram a una situazione in cui lui non ci sarà più e galvanizzare le truppe». Niente a che vedere dunque con la resa di cui parlano molti giornali. Le parole di Shekau sembrano piuttosto annunciare la sua prossima morte o la fine del suo ruolo di guida, ma non la resa del gruppo jihadista: «Questo è il mio desiderio», dice in un passaggio secondo la traduzione di Newsweek, «che chiunque veda questo [filmato] non senta altro se non saluti tra me e voi. Solo Allah conosce il resto (…). Per me è giunta la fine».

TECNICAMENTE SCONFITTO? Dall’inizio dell’anno Boko Haram ha ucciso circa 200 persone e solo pochi giorni fa ha compiuto un sanguinoso attentato vicino alla capitale dello Stato di Borno, Maiduguri. Di sicuro il gruppo jihadista si è indebolito rispetto all’anno scorso, quando ha tentato di mettere in piedi una vera e propria succursale del Califfato conquistando decine di città. Oggi quelle città sono tornate in mano all’esercito nigeriano, ma Boko Haram è tutt’altro che «tecnicamente sconfitto», come annunciato in modo prematuro a fine 2015 dal presidente Muhammadu Buhari. Quattro giorni dopo l’annuncio, infatti, i jihadisti avevano già ucciso più di 100 persone.

NUOVI SEQUESTRI. Le ultime notizie sul gruppo sembrano confermarlo: negli ultimi giorni più di 800 ostaggi degli islamisti sono stati liberati da 12 villaggi nello Stato di Borno, in seguita a un’offensiva dell’esercito nell’area di Kala Balge. Altre 16 donne sarebbero però state rapite nel villaggio di Sabon Garin Madagali.


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