Boko Haram nella “lista nera” dei terroristi per fermare la strage di cristiani in Nigeria

Gli Stati Uniti hanno inserito tre leader del gruppo terrorista islamico per fermare l’escalation di attentati. Boko Haram ha già ucciso 600 persone, soprattutto cristiani, dall’inizio del 2012. [link url=http://www.firmiamo.it/difendiamoicristianiinnigeria]Firma l’appello[/link].

Non era mai successo e potrebbe essere un segnale positivo. Dopo gli attentati di domenica 17 giugno e le successive rappresaglie, che hanno causato la morte di 48 persone a Kaduna, nel nord della Nigeria, gli Stati Uniti ieri hanno iscritto tre leader di Boko Haram nella lista neri dei “terroristi stranieri”. Boko Haram, che letteralmente significa “l’educazione occidentale è peccato”, è il gruppo terroristico di estremisti islamici che vuole sradicare la presenza cristiana dal nord della Nigeria e che ha già causato circa 600 vittime dall’inizio del 2012.

I tre terroristi sono Abubakar Shekau, il leader “più visibili” del gruppo, Abubakar Adam Kambar e Khalid Al Barnawi. La decisione è arrivata dopo che forti pressioni sono state fatte sull’amministrazione Obama perché prendesse provvedimenti per fermare la strage di cristiani, che va avanti ininterrottamente ogni domenica dal Natale del 2011. Non è stata inserita in blocco Boko Haram per non elevarla al rango di grande organizzazione.

La portavoce del dipartimento di Stato Victoria Nuland ha dichiarato che «abbiamo preso queste misure perché i tre sono chiaramente terroristi legati a Boko Haram e perché tutti hanno invocato il terrorismo attraverso le armi. Continueremo a occuparci di questo problema». Due repubblicani hanno però chiesto di fare ancora di più: «Siccome Boko Haram ha dato dimostrazione di voler colpire obiettivi occidentali, e quindi potenzialmente anche gli Stati Uniti, chiediamo di agire ancora più duramente».

Anche in Italia qualcosa si è mosso per fermare la strage di cristiani in Nigeria. Politici di diversi schieramenti hanno fatto un appello da firmare per «difendere i cristiani, senza aspettare la prossima domenica».