Quei quattromila (4.000!) a cantare il Natale per la piccola Delaney, malata di leucemia

Venerdì scorso i genitori di Delaney Brown, bambina di 8 anni che vive in Pensylvania (Usa), hanno appreso la notizia più triste: le cellule tumorali nel sangue della piccola sono al di sopra del 70%. La sua leucemia, diagnosticata a maggio, è ormai allo stato terminale.

Sempre venerdì, davanti alla sua finestra, c’erano però quattromila persone (riscrivo, 4 mila!) per cantare le canzoni natalizie che la piccola aveva desiderato sentire da tempo: un coro bellissimo di gioia e umanità. La richiesta era stata lanciata dalla madre su Facebook per farle vivere “lo spirito del Natale” in questi giorni di malattia. “Grazie, vi sento” ha scritto lei sempre su Facebook, dal suo letto.

Sarebbe bello poter scrivere che quelle canzoni salveranno la sua vita. Forse non è così: non so dire bene neppure che senso abbiano e se abbia senso anche solo raccontarne. Eppure, non so come, intuisco la piccola, leggera e immensa carezza che fanno a quella vita. E questa gocciolina di grandezza umana, impotente eppur presente, mi ricorda quei pastori erranti dell’Asia, che non avevano il potere di dare alla famigliola quella casa che mancava, quella ricchezza che non c’era. Non avevano nulla da offrire ma erano lì, a guardare e chissà, mi piace immaginarlo, a cantare i primi primissimi canti di quel Natale che accadeva davanti a loro. Non lo potevano salvare quel bambino, eppure erano lì, forse portando in cuore la segreta speranza che potesse essere Lui, chissà come, a salvarli. Buon Natale.

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