L’ostinazione di Maddalena

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Pubblichiamo la rubrica di Marina Corradi contenuta nel numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

Come tornarono a casa i primi discepoli di Cristo dopo avere assistito alla cattura, alla flagellazione, alla morte sulla croce? Saranno stati spaventati e sconvolti, e forse qualcuno dubitava di essersi ingannato, nell’aver seguito quell’uomo; forse erano disperati, avendo visto morire il solo in cui avevano deposto la loro speranza.

Ma ci fu una, che in quella notte del sabato non si rassegnò. Me la immagino insonne, affranta – che spaventevole dolore, dubitare che Cristo fosse stato una illusione. Eppure, nel suo strazio, ostinata: si alzò che era ancora buio, e prima dell’alba andò al sepolcro. Mi pare di vederla nei vicoli stretti di Gerusalemme ancora addormentata, mentre va verso il Sepolcro. Lo scalpiccio dei suoi passi, mi sembra di sentirli, affrettati, come di chi proceda senza voltarsi. Ai crocicchi i soldati romani assonnati davanti agli ultimi resti di un fuoco la guardano e la lasciano passare: una madre, pensano, in ambasce per una sua creatura. Le vesti, che nell’andare si muovevano di vento, il volto bello e sensuale appena sfiorito.

Il sepolcro è vuoto. È sgomento o speranza quel tuffo al cuore? Corre ora Maddalena, corre da Pietro – nella città ancora silenziosa lo scalpiccio affannato è il primo segno dell’inaudito. E gli apostoli arrivano di corsa, vedono, e turbati se ne tornano a casa. Lei no, lei inconsolabile resta lì, accasciata, come anche lei svuotata: rimane, ostinata. Cocciuta: vuole almeno quel corpo da abbracciare, da piangere, come una madre pretende il corpo del figlio morto.

Una figura le si staglia alle spalle, improvvisa. Sussulta lei nello scorgerlo, e di nuovo spera: «Tu sai dove l’hanno posto?». E poi l’istante del riconoscerlo è una fiammata di gioia deflagrante, una gioia non trascrivibile in parole. «Maria!». «Rabbuni!». (Cosa deve essere stato quell’abbraccio, secondi di tempo in cui è rappreso l’infinito). Poi, Lui deve andare. E va ora Maddalena, ad annunciare. Apostola degli apostoli, la chiamò Tommaso, e Gregorio Magno la contrappose a Eva: quella dal giardino dell’Eden diffuse la morte, questa dal Sepolcro annunciò la vita.

Ora, per volere del Papa, il 22 luglio, santa Maddalena, è festa. Ma quel primo annuncio, a pensarci, è la conseguenza di una testarda fedele ostinazione, di un non sapersi, Maddalena, in quella notte, rassegnare. Nel vertice di buio che fu la morte di Cristo, ci fu una donna, che continuò a sperare. Maddalena è la santa delle notti più oscure, quando tutti disperano, o sfiniti si addormentano. È madre e figlia assieme, visceralmente marchiata dall’amore di Cristo: della sua morte inconsolabile – e fu per questo che, prima, venne consolata.

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