L’inquietante destino “austriaco” delle varie maggioranze Ursula

Karl Nehammer
Il nuovo cancelliere austriaco Karl Nehammer (foto Ansa)

Su Formiche una particolarmente ragionevole osservazione di Corrado Ocone: «Come sottolineato stamattina su Libero da Alessandra Ghisleri, che è una che se ne intende, è impossibile pensare di vincere e governare se non si sa parlare a questa parte del Paese che non ama i sussulti ma vuole serenità e tranquillità di vita».

Su Startmag Mario Sassi scrive che «Pugliese tra l’altro resta in Legacoop pur assumendo contemporaneamente la vicepresidenza di Confcommercio. Personalmente la trovo una scelta che guarda alla prospettiva dell’intero comparto. Altre imprese stanno contemporaneamente in confederazioni o federazioni formalmente concorrenti. Sia nel mondo coop che nel privato. Alcune perché trovano più convenienti i contratti di lavoro del commercio più di quelli dell’industria, altre i servizi offerti dal sistema bilaterale». È questa una descrizione dei fatti senza dubbio razionale. Andrebbe forse integrata dal racconto della fine di un mondo magari un po’ ideologico ma figlio di grandi tradizioni non so quanto elaborate e quanto disperse.

Su Huffington Post Italia Pietro Salvatori su una candidatura Pd-5Stelle alla Camera a Roma per Giuseppe Conte scrive: «Finisce nel peggiore dei modi un’operazione sulla quale Enrico Letta stava lavorando da giorni». Bè, che il brillante segretario del Pd gentilmente prestatoci dai francesi abbia combinato un pasticcio è una notizia che veramente ci sorprende.

Su Affari italiani Andrea Deugeni scrive: «È la francese CapGemini il gruppo a cui Bnl-Bnp Paribas vuole cedere il proprio ramo d’azienda con le attività di information technology». Visto quel che succedendo in Bnl-Paripas, al Monte dei Paschi di Siena, all’ex Antonveneta, alle Popolari del Nord, uno si chiede: e se nel 2004 avesse avuto ragione Antonio Fazio?

Su Linkiesta Francesco Cundari scrive: «È bastato che Carlo Calenda annunciasse l’intenzione di candidarsi contro di lui, con l’appoggio di Matteo Renzi, perché Conte si precipitasse a ordinare la ritirata». Dalle 5 stelle alle 5 stalle?

Sul lavoce.info Augusto Cerqua e Marco letta scrivono che «il Centro-Nord è stato maggiormente colpito del Sud, storicamente considerato più vulnerabile». I dati riportati dall’articolo sono senza dubbio interessanti. Stupisce un po’ lo stupore dei due commentatori: il Covid si è diffuso innanzi tutto nei luoghi di lavoro e nei trasporti a questi collegati.

Su Leggo si scrive: «“Il primo passo è la scelta di Draghi”: così Romano Prodi, ospite questa sera a partire dalle 21.00 a Tg2 Post». Un’indicazione finalmente responsabile, una resa all’inevitabile o un tentativo di “bacio della morte” da parte di un mortadelloso intrigante?

Sulla Nuova bussola quotidiana Luca Volonté scrive: «L‘interno della cattedrale potrebbe diventare un “parco a tema” politicamente corretto, con anche le parti meglio conservate che sarebbero destinate a cambiare radicalmente. I confessionali, gli altari e le statue classiche saranno sostituiti da murales di arte moderna, mentre effetti di luce e suoni (non certo liturgici) saranno aggiunti per creare i cosiddetti “spazi emozionali” per i visitatori ed i fedeli». Notre Dame come Disneyland? E poi, come direbbe – appena appena un po’ ritoccato – Totò, ci si stupisce se uno si butta a destra?

Su Dagospia si raccoglie questa battuta di Clemente Mastella: «Ma come li difendi questi poveri peones che vogliono tenersi il posto? Dicendo che se Draghi diventa capo dello Stato per loro è finita, e vincono Letta e Meloni che vogliono il voto subito. Se invece si lavora per Berlusconi o per Casini sul Colle, allora sono tutti garantiti». Non è incomprensibile come una persona intelligente e preparata sia ridotta dalle traversie della vita a diventare il leader dei “Tengo famiglia”.

Su First onine Angelo Bolaffi esamina la situazione tedesca e spiega che lì sul Covid «è parso più facile far finta che il peggio fosse alle spalle piuttosto che rimettere in discussione le libertà personali e delle imprese». Sostiene poi che con un patto Germania-Italia si chiuderebbe il triangolo dell’egemonia europea come base dell’emancipazione della Ue (dagli Usa). Il solito vaste programme, potrebbe dire qualcuno magari chiedendosi di quante divisioni dispone l’Europa.

Su Huffington Post Italia Sofia Ventura spiega che Valérie Pércresse potrebbe far saltare il banco in Francia perché è una donna. Per la verità è una donna anche Marine Le Pen. Poi la la Ventura sottolinea la differenza con la nostra Italia. Qui abbiamo solo Giorgia Meloni, dice, dimenticando che i sondaggi di Fratelli d’Italia sono il doppio di quelli della Pércresse. La differenza è nel sistema istituzionale e elettorale, non nell’assenza da noi di leadership femminili.

Sul Blog di Beppe Grillo si può leggere questo titolo: “Guardare la vita attraverso un vetro appannato”. No, non introduce alla spiegazione del metodo che Grillo e grillini usano per esaminare la realtà. Trattasi invece di presentazione di un articolo dello “psicologo delle organizzazioni” Adam Grant.

Su Affari italiani si riporta un lancio dell’agenzia Vista: «Austria, 04 dicembre 2021 Karl Nehammer, membro dell’Oesterreichische Volkspartei, è il nuovo cancelliere austriaco. Si tratta del quinto cancelliere diverso in 4 anni e mezzo». Sarà questo il destino delle varie maggioranze “Ursula”?

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