La storia del coro della Sistina ricca di aneddoti e curiosità

Tra le volte affrescate da Michelangelo Buonarroti all’interno della Cappella Sistina non è conservato solo uno dei più noti beni artistici della civiltà occidentale, ma sono racchiuse storie non sempre conosciute. Non ci riferiamo ai conclavi per l’elezione dei pontefici, bensì al coro che porta il nome dell’opera voluta da Sisto IV.

La storia della Cappella Musicale pontificia Sistina è mirabilmente raccontata da Marcello Filotei, critico musicale de L’Osservatore Romano, nel libro La solita «solfa». Storia della Cappella musicale pontificia Sistina (Libreria Editrice Vaticana, 97 pagine, 9,50 euro).

L’Autore offre al lettore un’opera di grande valore storiografico con un linguaggio accattivante, preciso e mai banale. La storia della Cappella Sistina viene ripercorsa con dovizia di particolari e testimonianze di raro valore, senza tralasciare curiosi aneddoti, come il rapporto non sempre facile tra due direttori del Coro, Lorenzo Perosi e l’uscente Domenico Mustafà. Quest’ultimo, ad esempio, durante una prova del Coro guidata dal collega, abbandonò la prova perché “inorridito” dal modo di dirigere del Perosi.

Al centro della narrazione ci sono i direttori, i cantori e i Papi, tutti protagonisti dei cambiamenti avvenuti nei secoli. Non stupisca il rapporto tra Papa Marcello II e Pierluigi da Palestrina, che vide la nascita della famosa “Messa di Papa Marcello”, capolavoro dal quale germinerà tutta la Scuola Romana o gli adattamenti delle melodie desunte dal repertorio operistico italiano, applicate alla liturgia e il successivo avvento del “cecilianesimo”, movimento nato dalla necessità di riportare in auge il repertorio liturgico gregoriano e rinascimentale. Non manca un’organica esposizione dei direttori che si sono succeduti negli ultimi sessant’anni e due interviste a Giuseppe Liberto e Massimiliano Palombella, quest’ultimo maestro attualmente in carica. Questo volume rappresenta un affresco del mondo musicale della Sistina e in un certo senso della Chiesa universale che sia il credente sia l’agnostico potranno apprezzare.

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