Il Partito comunista obbliga i tassisti di Pechino a non abbassare i finestrini durante il Congresso

L’8 novembre in Cina si apre il 18esimo Congresso nazionale del Partito comunista cinese (Pcc). È l’evento più importante da dieci anni a questa parte anche se è più atteso dai media occidentali che dai cittadini cinesi, visto che le persone non possono né partecipare né decidere del loro futuro, ma siccome verranno nominate le sette persone che entreranno a far parte del Comitato permanente del Politburo del Pcc e che comanderanno la seconda economia più forte del mondo per i prossimi dieci anni, l’attesa è giustificata.

VIETATO ABBASSARE IL FINESTRINO. Per l’occasione niente deve andare storto, anche per questo i dissidenti sono stati messi a tacere e sono state prese misure di sicurezza (v. oscuramento del Nyt) perché non esca alla luce del sole niente di sconveniente. Una delle misure di prevenzione è per i tassisti di Pechino: in occasione del Congresso non potranno tenere i finestrini abbassati, mentre scorrazzano per la città, e addirittura saranno obbligati a rimuovere le manopole dai posti posteriori per impedire che i clienti tirino giù il finestrino.

VIETATO AVVICINARSI A PIAZZA TIANANMEN. Il timore è che qualcuno possa «disturbare l’ordine pubblico», gridare slogans o lanciare oggetti. Una misura forse eccessiva, visto che ai tassisti sarà anche vietato di girare attorno a piazza Tiananmen, dove si trova il Palazzo dove si terrà il Congresso. Tutti i tassisti sono stati incoraggiati dal Partito a prendere deviazioni. I tassisti sembrano avere preso con ironia queste misure, come gli utenti cinesi su Weibo, il twitter/facebook cinese, dove un utente ha però sollevato un grave problema: «E se un cliente scoreggia, i tassisti cosa devono fare secondo il Partito comunista?».

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