Gigi Gatti a MuDi Contemporanea con una serie di scatti sul silenzio dell’esistenza

Si cammina nella nebbia, circondati dalla neve e dal silenzio. È un vagabondare offuscato quello fotografato da Gigi Gatti. Non ci sono figure umane nei suoi paesaggi grigio polvere, ma se ne respira la presenza, in un dettaglio, nelle orme delle scarpe impresse sulla neve, nell’altalena che sembra ancora dondolare, nelle reti appena fissate di un campo di calcio che ci rivelano come da un momento all’altro possa arrivare qualcuno ad interrompere la solitudine dei nostri pensieri. Sono immagini frutto di una lunga ricerca, che il Museo Diocesano di Milano sceglie per MuDi Contemporanea dedicando, fino al prossimo 18 novembre, la mostra Nulla a perdere all’artista lodigiano.

I quaranta scatti esposti sono “l’esito di un pensiero – come scrive Roberto Mutti nel catalogo della rassegna- di un’idea, di un rapporto che si stabilisce in modo personale e profondo con la realtà”, con un universo in cui Gatti sperimenta sempre nuove soluzioni, realizzando prima delle diapositive che vengono poi proiettate su uno schermo e successivamente fotografate con una macchina digitale, generando in questo modo una serie di rimandi che danno vita un paesaggio del tutto nuovo.

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