Gabriela Montero: l’arte dell’improvvisazione

“Fra tutti i suoni risuona nel variopinto sogno terrestre / un tenue suono tenuto per colui che segretamente ascolta”.

Questi versi tratti da “I cespugli” del poeta tedesco Friedrich Schlege introducono la Fantasia in Do maggiore op. 17 di Robert Schumann, un capolavoro di libertà formale ed al contempo di grande solidità ideale. Un brano per pianoforte nel quale si racchiude tutta la poetica, le suggestioni, le visioni e gli ideali di un secolo, quale quello romantico, che in varia maniera si paleseranno in musiche e autori diversi. La musica schumanniana richiede all’esecutore un grande sforzo tecnico e d’immedesimazione, una chiarezza di pensiero e una solidità emotiva non comuni. Gabriela Montero, pianista Venezuelana, non delude le attese al suo esordio romano nei concerti dell’IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti) presso l’aula magna dell’Università degli studi La Sapienza. Il programma, oltre alla grandiosa Fantasia schumanniana, ha abbracciato anche gli Intermezzi op. 117 di Johannes Brahms, breve lavoro tardo romantico che se da un lato sembra riproporre le peculiarità del linguaggio tonale, dall’altro preannuncia le piccole forme che saranno protagoniste nei primi anni del ‘900.

La Montero è pianista vigorosa, sensibile e originale nelle scelte, con un ottimo cantabile e un’unitaria visione della partitura, esuberante e dalla forte personalità; una tecnica pianistica eccezionale e un modo di approcciarsi alla tastiera sobrio ed essenziale poco incline a spettacolarizzazione gestuali.

La seconda parte del concerto invece è stata dedicata all’improvvisazione su temi proposti dal pubblico in sala ed in questo Gabriela Montero è assolutamente unica e geniale. Assecondando la fantasia degli astanti, la Pianista ha improvvisato su brani quali “Bella ciao”, “Va, pensiero” o “L’amen di Dresda” per citarne alcuni. Poi un omaggio all’amato Venezuela, terra sofferente che nel 2013 ha visto venticinquemila morti ed in queste ore è teatro dell’escalation delle violente manifestazioni studentesche. La Montero dichiara di non poter dividere il suo essere artista dall’appartenenza al popolo venezuelano, per questo dedica una vera e propria “supplica” musicale al suo popolo, così alla ricerca di una pace duratura.

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