Fumetto – Il grande classico del Moby Dick raccontato dall’universo papero

La tradizione delle Parodie Disney ha una nascita tutta italiana e comincia più di 60 anni fa, nel 1949, con la pubblicazione del capolavoro di Guido Martina e Angelo Bioletto, L’Inferno di Topolino, che rievocava con arguzia e spirito i versi del sommo poeta fiorentino. Negli anni, il settimanale Topolino ha pubblicato tante parodie, traendo ispirazione dalla letteratura al cinema, dalla televisione all’opera lirica. Uscirà in questo mese, in edicola e in fumetteria, il volume (presentato in anteprima a Lucca Comics 2013) di una storia uscita in due puntate nel giugno 2013 sui numeri 3003-3004, che è già diventata un classico, Moby Dick, con la sceneggiatura di Francesco Artibani, i disegni di Paolo Mottura e i colori di Mirka Andolfo.

La storia, che si snoda tra gli abissi del mare e il cielo che si vede dalla coffa, è tratta dall’omonimo capolavoro di Melville e racconta la folle caccia all’immensa balena bianca da parte del mitico Capitano Achab. Artibani, riprendendo abilmente e fedelmente la trama, utilizza strategicamente i personaggi dell’universo papero: Paperino è un sognante ed ingenuo Ismaele, Qui, Quo e Qua triplicano il personaggio di Queequeeg, mentre Paperone interpreta con grande forza e carisma il Capitano Quachab. E’ proprio la duttilità e la forza dei personaggi disneyani ad aver consentito la riuscita di tantissime parodie. E questa non fa eccezione.

Con i suoi momenti di azione, le gag fisiche da cartone animato, in particolare gli scontri tra Paperino e i piccoli Quiig, Quoog e Quaag figli del re di Kovolovo, le scene solenni, in cui dialoghi intensi si impossessano dei personaggi, Artibani – sceneggiatore abilissimo sia per Disney che per personaggi di sua fantasia – si destreggia con con la solita naturalezza e maestria che lo contraddistingue.

Dal canto suo, anche il disegnatore piemontese Mottura realizza un lavoro immenso e meraviglioso. Le sue vignette di forte impatto, anche a tutta tavola, sanno ben gestire gli spazi e i personaggi, e raccontano nei dettagli, senza appesantire la visività della narrazione. Le ricche angolature particolari danno spazialità alla nave, che diventa un palcoscenico teatrale, mentre i personaggi esprimono, senza alcuna esitazione, la forza dei sentimenti, così chiari che quasi non servono le parole: gli occhi, i becchi, le posture, dicono già tutto. A fare il resto, la tavolozza cromatica della Andolfo, che fa uso di colori seppiati per rievocare il passato, di colori chiari per il cielo e di toni ombrosi nei momenti più opportuni.

L’edizione in volume rende giustizia alla storia con un grande formato, con una bellissima prefazione di Lello Arena e un divertente e surreale dietro le quinte, con schizzi e foto dei due artisti all’opera. Un libro che rievoca con intelligenza il grande romanzo americano e, allo stesso tempo, crea un formidabile corto circuito tra fumetto e letteratura, tra magia e razionalità, donando anche straordinarie pillole di saggezza. Che non valgono solo per i paperi, ma anche per noi.

 

@Badenji

 

A Novembre in edicola e in fumetteria a 7,9€. Editore Panini Comics.

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