Fumetto – Caravaggio di Milo Manara

Se Caravaggio potesse fare un balzo in avanti nel tempo per ammirare il volume a fumetti di Milo Manara a lui dedicato di certo non prenderebbe la spada per sfidarlo in duello. Tutt’altro, prenderebbe il noto disegnatore di donnine e di tavole di genere erotico e lo porterebbe con sé a brindare in osteria. Perchè Caravaggio – La tavolozza e la spada, primo di due volumi sulla vita del grande pittore, edito da Panini comics con l’etichetta 9L in contemporanea mondiale, non solo rende giustizia alla mano fantasiosa e briosa di Manara, ma anche alla storia avventurosa e all’inventiva del Merisi. Le vicende del pittore lombardo sono raccontate da Manara in modo molto più sentito e storicamente più accurato rispetto ad altri lavori che il genere del fumetto ha dedicato al pittore lombardo, cosa che fa rientrare agevolmente quest’opera all’interno della bibliografia scientifica caravaggesca. L’introduzione di Claudio Strinati, insigne studioso, attesta tutto ciò, evidenziando come il Caravaggio di Manara mantenga, non solo la verità storica, ma anche quell’aura di finzione che lo definisce come vero e autonomo personaggio.

Nella storia, il cui primo volume racconta i primi passi del pittore a Roma, l’apprendistato a bottega da Antiveduto Gramatica e dal Cavalier d’Arpino, l’adozione da parte del Cardinal Del Monte come mecenate, le scorribande tra osterie e prigioni, e la fuga a Napoli in seguito ad un duello finito male, Caravaggio appare come un artista il cui fuoco arde con forza e che fa della ricerca della verità il suo faro. Una verità che ricrea nei suoi quadri in modo che il popolo, il suo pubblico di riferimento, capisca e senta ancora come attuali gli insegnamenti, che siano quelli delle sacre scritture oppure della vita quotidiana. In questo suo essere vitale, a volte violento, sicuramente sincero e spavaldo, ricorda il personaggio primigenio di Manara, per sua stessa ammissione, ovvero Giuseppe Bergman. I due hanno in comune l’ardire giovanile e una certa spacconaggine. Ma se quest’ultimo aveva un disincanto a volte cinico, Caravaggio è uomo, e artista, tutto d’un pezzo. Le tavole di Manara, dense di riferimenti storici ma mai caotiche, riservano il giusto spazio sia agli sfondi – le maestose architetture di una Roma coprotagonista – che ai volti dei personaggi. A volte, nel loro essere caricature precise di personaggi realmente esistiti, risultano un po’ statici, ma quando vi è una raffigurazione femminile Manara non sbaglia un colpo, tratteggiando con bellezza e tatto donne magnetiche e meravigliose. Caravaggio ovviamente è un discorso a parte, ed appare davvero come un personaggio a tutto tondo, un “supereroe” con una morale e un codice etico ben preciso.

Il volume edito da Panini Comics è, editorialmente parlando, un buon prodotto, curato e matericamente piacevole. Esiste anche l’Artist Edition, in grande formato, con contenuti inediti e in sole mille copie numerate. Uno sforzo notevole, che rende giustizia ad una buona storia illustrata divinamente. Un ottimo modo per imparare la storia dell’arte e innamorarsi di un uomo ed un artista straordinario, Caravaggio.

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