Cosa insegna il caso Barilla (e soprattutto la sua “rieducazione”)

barilla-scuse(…) Guido Barilla (…) dopo aver dichiarato, in libertà e senza costrizioni, il suo libero parere sul matrimonio, sulla «famiglia tradizionale», sulle proprie scelte pubblicitarie, sui «matrimoni gay» (sui quali si è dichiarato favorevole, pensate un po’!), subisce un diluvio di attacchi, offese, minacce di boicottaggio, in Italia e all’estero. Ed è stato costretto a dichiararsi “pentito” («mi scuso, ho ancora molto da imparare»…) prima con un video sulla rete, tradotto anche in inglese, e poi sottoposto a un incontro riparatore con alcune delle associazioni di omosessuali. Le va a trovare nell’ufficio di consigliere regionale emiliano di Franco Grillini, ed è costretto a dichiarare, che «è stata una voce dal sen fuggita». Potenza del marketing, ma anche potenza di una lobby gay per una volta in azione davanti ai riflettori. Capace di contestare una parola pacata, un giudizio sulla realtà magari non condiviso da tutti, ma assolutamente legittimo, conforme a tutte le leggi del nostro Paese, addirittura aderente al dettato costituzionale.

(…) La vicenda dimostra che non si tratta più di difendere persone oggetto di violenze e discriminazioni. Al contrario si tratta di difendere la libertà di pensiero e di parola nel nostro Paese. Il disegno di legge sulla «omofobia» approvato dalla Camera e che ha appena iniziato il suo iter al Senato limita fortemente la libertà di espressione. Si rischia una vera e propria legge-bavaglio. Non si potrà nemmeno più difendere la Costituzione, né il diritto-dovere dei genitori di educare i figli in base ai propri convincimenti, non si potrà nemmeno dichiararsi a favore dell’esistenza e della preferenza di “padre” e “madre”. Davvero la tutela dei diritti delle persone omosessuali coincide con l’accusa di omofobia a chi la pensa diversamente? Forse anche i movimenti gay dovrebbero ripensarci.

L’ideologia rifiuta la verità, e, come diceva Chesterton, saremo costretti a «dimostrare che le foglie sono verdi in estate».

Francesco Belletti, presidente del Forum delle Associazioni familiari, “Buio a mezzogiorno”, Avvenire, 10 ottobre 2013

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