Caso Cancellieri-Ligresti. Il vero “scandalo” è che una donna rischiava di morire di carcere preventivo

Mentre la stampa giustizialista si gonfia di indignazione per l’intervento del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri a favore della scarcerazione di Giulia Maria Ligresti, detenuta in via cautelare (ovvero ancora in attesa di processo) e in condizioni di salute molto gravi, Stefano Menichini, direttore del quotidiano Europa, area Pd, ha scritto un editoriale che mette bene in luce dove sia il vero “scandalo” di questa vicenda. Ne riproponiamo di seguito alcuni passaggi.

(…) Se la discussione sul messaggio quirinalizio su amnistia e indulto s’è inabissata presto, arriva adesso a rinfocolare le polemiche lo “scandalo” dell’intervento del ministro Cancellieri per la scarcerazione di Giulia Maria Ligresti.

(…) Si può capire il fastidio verso l’intervento di un ministro al quale la famiglia della detenuta può rivolgersi con una semplice telefonata e in tono amichevole.

Lo “scandalo” deve però servire soprattutto a portare sulla scena – nome, cognome e spiegazioni sul comportamento seguito – quel gip torinese che voleva tenere in cella una donna anoressica e a rischio della vita nonostante il parere del pm e senza il minimo rischio di fuga o reiterazione del reato.

Perché l’uso del potere del ministro è servito a salvare una vita, mentre l’uso del potere del giudice la stava stroncando: vip o non vip, non si può rimanere neutrali rispetto a questa abissale differenza.

E chi fa politica dovrebbe trarre dalla vicenda un solo imperativo: farla finita col vero colossale scandalo del ricorso indiscriminato alla detenzione preventiva per sopperire a incapacità investigative e a inefficienze burocratiche. Gli altri discorsi, compresi quelli sulle responsabilità del ministro in questa circostanza, contano poco o niente.

Stefano Menichini, Europa

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