Betlemme, boom di turisti a Natale. «Noi cristiani ne abbiamo bisogno per restare»

Nelle città palestinesi sono rimasti solo 47 mila cristiani. Il turismo è fondamentale per aiutarli a non abbandonare il paese: «Siamo chiamati a essere testimoni di Gesù qui»

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Quest’anno il Natale potrebbe essere più a lieto a Betlemme. Secondo il ministro palestinese del Turismo, infatti, la città dove è nato Gesù sarà invasa dai turisti. Dopo un decennio nero nel quale le visite erano calate, anche a causa di attacchi terroristici e violenze in Israele e Cisgiordania, quest’anno il 95 per cento delle camere alberghiere sono tutte prenotate.

«Era molto tempo che non accoglievamo un numero tale di turisti», afferma il ministro Rula Ma’ayah a Reuters. «Ed è importante, perché il commercio è vitale per una città come Betlemme». Il pienone di quest’anno è dovuto anche all’aumento di visite in Israele, che sta registrando il 14 per cento in più di turisti rispetto all’anno scorso, soprattutto a causa dei festeggiamenti per il 70esimo anniversario dalla nascita dello Stato.

BASILICA DELLA NATIVITÀ

Quest’anno i visitatori potranno inoltre visitare una Basilica della Natività quasi completamente rinnovata. I lavori di restauro cominciati nel 2013, e che dovrebbero terminare alla fine del prossimo anno, hanno già restituito all’antico splendore mosaici e colonne dopo 600 anni. «Questo è uno dei modi per aumentare il turismo e fare sì che i cristiani, colpiti dalla crisi economica, non abbandonino questa terra», ha dichiarato all’Associated Press il sindaco di Betlemme, Anton Salman. «La chiesa è bellissima, tutti i cristiani del mondo dovrebbero visitarla».

Un altro sito storico e caro ai cristiani potrebbe presto essere meta di pellegrinaggio. Secondo il Times of Israel, 1.500 mine sono state individuate e disinnescate attorno a tre delle sette chiese presso Qasr al-Yahud, nella valle del Giordano, il luogo dove si crede che Gesù sia stato battezzato. L’area è chiusa da 50 anni a causa delle 6.000 mine disposte durante la Guerra dei sei giorni. Nel dicembre 2019 l’area potrebbe tornare finalmente agibile e le sette chiese potrebbero essere riaperte.

SOLO 47 MILA CRISTIANI RIMASTI

Tra Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme Est, secondo un censimento del 2017, sono rimasti appena 47 mila cristiani, circa l’1 per cento della popolazione palestinese. Solo 20 anni fa, i cristiani rappresentavano invece l’1,7 per cento della popolazione. Le difficoltà purtroppo non sono finite: anche quest’anno, rivela Middle East Concern, le autorità israeliane hanno concesso pochissimi visti ai cristiani di Gaza che hanno chiesto di raggiungere per il Natale familiari e amici a Gerusalemme, Betlemme e altre città della Terra Santa. Ma i cristiani non si arrendono: «Questa è la nostra terra natale. Siamo chiamati a essere testimoni di Gesù qui. È un grande privilegio, che la maggior parte dei cristiani nel mondo non hanno».

Foto Ansa

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