Bersani sognava di fare la lepre ma così non è stato. Intanto, ha perso la Sicilia

Intervista a Maria Teresa Meli (Corriere della Sera): «Per il Pd vincere al Senato è molto difficile, soprattutto dopo che è saltata la trattativa con Ingroia»

«La Sicilia è persa». «Saltato il patto con Rivoluzione Civile di Ingroia», con «Leoluca Orlando che farà di tutto per togliere voti» e dopo che «Lombardo ha trovato l’accordo con Miccichè», per il Pd sarà, infatti, «molto difficile» vincere nella prima delle cinque regioni in bilico al Senato. A parlare è Maria Teresa Meli, firma del Corriere della Sera, esperta di politica ed attenta osservatrice delle vicende che interessano il principale partito del centrosinistra italiano. E sulla prima fase della campagna elettorale dice: «Sognavano di fare la lepre, ma così non è stato».

La partita delle elezioni di febbraio ha un esito che ancora appare incerto, soprattutto per quanto riguarda il Senato. Se alla Camera, infatti, il successo della sinistra guidata da Bersani è dato per scontato, a palazzo Madama, invece, il Pd potrebbe non ottenere la maggioranza dei seggi. Come può fare il Pd per vincere?
Vincere è molto difficile, soprattutto dopo che è saltato il patto con Rivoluzione Civile di Ingroia: ora a Palermo ci sarà Leoluca Orlando che farà di tutto per togliere voti al Pd. E, come se non bastasse, il Pd ha deciso di mettere fuori dai giochi candidati che hanno vinto le primarie, mentre a destra Lombardo ha trovato l’accordo con Miccichè.

Quindi?
La Sicilia è persa.

L’alleanza con Ingroia era così infattibile?
Avrebbe anche potuto esserci, la trattativa era semplice: loro chiedevano quattro seggi al Senato, mentre il Pd ne offriva solo tre. Ma tutto è saltato, non tanto per il Pd, quanto piuttosto perché Ingroia si è fatto prendere la mano dalle resistenze di Luigi de Magistris e dal senso di “revanche” di comunisti come Ferrero e Diliberto. Tre seggi, alla fine, sarebbero potuti saltati fuori.

E la decisione di «mettere fuori dai giochi candidati che hanno vinto le primarie»?
Se Crisafulli non dispone dei requisiti necessari per essere candidato, allora il partito non avrebbe nemmeno dovuto fargli fare le primarie. Eppure Genovese, che si trova una situazione giudiziaria egualmente “a rischio”, è stato accolto con tutti gli onori del caso. Personalmente credo che si sia arrivati a questo punto solo perché la provincia di Messina porta più voti di quella Enna.

Bersani come deve fare per gestire il rapporto con Monti?
È un rapporto complicato… il Pd è una forza “tranquilla” e non possono fare come Berlusconi che ripete tutto quello che non gli piace di Monti; ma nemmeno possono far par passare l’idea che Monti possa fare del Pd quello che vuole. E, almeno in questa fase della campagna elettorale, il Pd non ha ancora deciso come prendere le misure al premier. Sognavano di fare la lepre, ma così non è stato.

Quanto conta Monti?
I sondaggi non sono attendibili, perché non hanno un campione cui fare riferimento. Oggi sappiamo solo che la lista del premier può contare solo sui voti di Udc, Fli (per quanti ne possa avere) e che può pescare ulteriori consensi tra gli elettori moderati di centrosinistra.