Berlusconi: «Grillo pericoloso come Hitler e Pol Pot»

Berlusconi ammonisce: «Grillo non fa ridere, è un aspirante dittatore con le caratteristiche dei più terribili protagonisti della storia»

Tutto pronto per l’ultimo comizio della campagna elettorale per le europee di Forza Italia. Silvio Berlusconi prima di salire sul palco del Centro congressi di Milano ha rilasciato le ultime dichiarazioni ai media.

«VOTO A GRILLO È PERICOLOSO». «È un eufemismo dire che il voto a Grillo è inutile: è un voto assolutamente pericoloso, ma gli italiani hanno cominciato a capire chi è veramente. Grillo specula sulla disperazione di chi non ha lavoro, di chi si sente finito e sappiamo che con gli ultimi tre governi di sinistra non votati dai cittadini sono aumentati i disoccupati e i poveri» ha ammonito il leader di Forza Italia alla Telefonata su Canale 5. «Se vincesse Grillo non posso immaginare cosa succederà, si tratta di una presenza inquietante, potranno succedere dei disordini inquietanti».

«COME HITLER». Berlusconi è tornato a paragonare il leader del Movimento 5 stelle a Hitler: «l’obiettivo di Grillo è distruggere la nostra democrazia, allestire tribunali del popolo per processare politici, giornalisti e chiunque altro non gli vada a genio. Grillo dice le stesse cose di Hitler nel 1932. Grillo è un aspirante dittatore, non fa ridere, deve fare paura perché ha le caratteristiche di tutti i più terribili protagoniosti della storia recente, da Robespierre a Pol Pot».

«TRA UN ANNO ALLE URNE». Il leader di Fi non ha risparmiato una stoccata al premier Renzi, che oggi ha “celebrato” i primi 80 giorni di governo: «Questa legislatura non può arrivare al 2018. Se la cura economica è sempre la stessa della sinistra, con sempre più tasse e un aggravamento della situazione economica, tra un anno, un anno e mezzo, si torna alle urne».

«IN 9 ANNI 40 RIFORME». Poi Berlusconi ha ricordato l’operato dei propri governi: «Siamo al top nei Paesi occidentali per la pressione fiscale. Voglio ricordare quello che abbiamo fatto nei nostri 9 anni di governo. Abbiamo fatto 40 riforme importanti, non siamo riusciti a fare quelle riforme per cui c’era bisogno della maggioranza assoluta in parlamento. Nel 2005 abbiamo fatto un tentativo approvando un cambiamento degli assetti istituzionali dello stato, ma la sinistra ha messo in campo un referendum abrogativo che ha cancellato queste riforme».