Beppe Grillo voleva mandare «tutti a casa». Ma i primi a essere rimasti a casa sono stati i suoi elettori

Dopo il flop alle urne, l’ex cabarettista fa il malmostoso sul suo blog. E incolpa gli elettori che non hanno capito che lui li avrebbe salvati

Il Movimento 5 Stelle ha fatto sboom e Beppe Grillo non l’ha presa bene. Basta fare un giro sul suo blog per rendersi conto che il comico ha perso l’ironia. Già ieri sera, quando lo scrutinio era ancora in corso ma già era evidente il bagno dei grillini, su beppegrillo.it è apparso un commento dell’ideologo del “non partito” Paolo Becchi che provava ad attutire la bastonata spiegando che «tutti sapevano – per primi gli elettori e gli attivisti del MoVimento – che nelle elezioni comunali il M5S non avrebbe certo ripetuto il risultato delle politiche», dimenticando che gli stessi elettori e attivisti del MoVimento, Beppe Grillo in testa, avevano appena finito di promettersi a vicenda che avrebbero mandato “tutti a casa” (era lo slogan della campagna elettorale).

Becchi ovviamente accusa gli altri di «non aver capito il dato reale» anche stavolta (ormai è un tic dalle parti del M5S quello di svicolare dai problemi accusando gli italiani di non aver capito niente). E il «dato reale» sarebbe ovviamente l’altissima astensione, unica vincitrice riconosciuta della tornata elettorale, che dimostrerebbe secondo il barbuto guru «non il “crollo” del M5S» bensì «la crisi sempre più profonda della partitocrazia» e «la sconfitta di un sistema politico che non funziona più». Per carità, che la vecchia «partitocrazia» sia in agonia è evidente a tutti e da tempo. Ma non era il nuovissimo Grillo quello che si vantava di aver riportato gli astensionisti alle urne? Bè, allora Vito Crimi e il resto del circo li hanno riconvinti a rimanere “tutti a casa”.

Ma il risentimento di Beppe Grillo per il risultato deludente traspare anche dalle parole che lo stesso comico ha pubblicato stamattina sempre nel suo blog. «Non è corretto attribuire il (mancato) voto di ieri al M5S ai pennivendoli che da dopo le elezioni politiche diffamano h24 il M5S sui giornali e su tutte le reti televisive, notoriamente di proprietà dei partiti», ha scritto l’ex cabarettista con più acidità che umorismo. «Il risultato delle elezioni comunali non è stato frutto di cittadini disinformati. Al contrario, è stato dato in piena coscienza».

Ed ecco che, come il più trombone dei “pennivendoli” della vecchia sinistra antipopolare, Grillo passa dall’incolpare per le proprie sconfitte la tv al vomitare insulti direttamente sugli elettori: «Non diamo la colpa ai giornalisti o ai talk show, per favore». No, la colpa è degli italiani, che quando votano M5S vogliono il cambiamento, ma quando restituiscono ai grillini i loro “vaffa”, bè, allora sono criminali protetti dalla casta: «Capisco chi ha votato, convinto, per il condannato in secondo grado per evasione fiscale e chi ha dato la sua preferenza ai responsabili del disastro dell’Ilva, del Monte Paschi che hanno come testimonial il prescritto Penati. Capisco chi ha mantenuto la barra dritta e premiato i partiti che succhiano i finanziamenti pubblici e non chi li ha restituiti allo Stato. Vi capisco. (…) Si vota per sé stessi e poi per il Paese. Nella nostra bandiera c’è scritto “Teniamo famiglia”».

Quando si dice ammettere la sconfitta. A snobbare il movimento di Grillo e Casaleggio sarebbero stati insomma i soliti «funzionari pubblici, pluripensionati o dirigenti di partecipate», in una parola i mantenuti, che non a caso «in questi mesi non ho sentito che si siano suicidati». Invece «sfrattati, imprenditori falliti, disoccupati si danno fuoco, si buttano dalla finestra o si impiccano», mentre gli sarebbe bastato, evidentemente, votare M5S per salvarsi la vita e svoltare verso la beatitudine, visto che il partito della decrescita felice, oltre a dire una serie ragguardevole di no, dalla Tav all’aumento del Pil, «è stato l’unico a restituire, nella Storia della Repubblica, 42 milioni di euro allo Stato» e «a tagliare lo stipendio dei parlamentari». Ma sicuramente gli aspiranti suicidi, obnubilati dalle tv dei padroni, neanche lo sapevano che avevano la salvezza a portata di mano. Non sapevano che la cittadina Roberta Lombardi si era tagliata lo stipendio, altrimenti non si sarebbero uccisi. O forse non lo hanno capito?