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Benedetto XVI davanti al tribunale degli uomini e «al giudice ultimo della mia vita»

Di Emanuele Boffi
10 Novembre 2022
Il Papa emerito si difenderà dall'accusa di aver coperto abusi quando era arcivescovo di Monaco. Ratzinger non può accettare che il suo Pontificato sia infangato
Il papa emerito Benedetto XVI

L’avevamo già scritto a suo tempo, lo ribadiamo oggi: tutto quel che Benedetto XVI fa e dice, lo fa e dice davanti a Dio. Se ne ha conferma ancora oggi dopo la sua decisione di difendersi in un tribunale della Baviera dall’accusa di aver coperto, o comunque sottovalutato, quando era arcivescovo di Monaco tra il 1977 e il 1982, le accuse contro un prete pedofilo.

Il Papa emerito, che oggi ha 95 anni, sceglie con coraggio leonino di non nascondere nulla né di nascondersi, ma accetta che tutto possa svolgersi alla luce del sole. Sul piano penale la vicenda non ha più alcun valore, resta solo l’azione civile, ma, come ognuno può facilmente comprendere, in ballo c’è molto di più: il suo Pontificato, la storia, la Chiesa, il messaggio cristiano. Benedetto XVI non può accettare che tutto questo sia infangato.

La vicenda

Tutto nasce qualche anno fa, dopo la presentazione di un Rapporto su alcuni casi di pedofilia nella Chiesa tedesca. Nel Rapporto si dice che l’allora arcivescovo Joseph Ratzinger, in quattro casi, «pur essendo informato sui fatti, non avrebbe fatto nulla». Il Rapporto copre un periodo molto ampio (74 anni) e raccoglie diverse testimonianze che portano all’accertamento di 497 abusi, compiuti da sacerdoti, diaconi e responsabili pastorali.

L’attenzione mediatica, come è ovvio, si concentra su Ratzinger, cui viene riservato un trattamento vergognoso, mentre la stampa si dimostra assai più morbida nei confronti dell’attuale arcivescovo di Monaco, il cardinale Reinhard Marx, anch’egli sospettato d’aver coperto due presunti pedofili.

L’accusa

L’unica accusa sostanziosa rivolta a Benedetto XVI è quella di una vittima, oggi 38enne, che riferisce di aver subito una violenza quando era bambino da parte di “padre H.”, sacerdote che non sarebbe stato punito e fermato dall’arcivescovo Ratzinger, che – è la tesi degli accusatori – pure sapeva delle sue malefatte.

Benedetto XVI ha sempre respinto questa illazione, chiarendo a più riprese di non essere mai stato a conoscenza di tali comportamenti. Lo ha fatto tramite una lettera (travisata malevolmente dalla nostra stampa) resa pubblica nel febbraio di quest’anno contemporaneamente a un dossier presentato da alcuni giuristi nel quale si smontano, una per una, le calunnie sul suo conto.

Benedetto XVI e la pedofilia

Nei confronti degli abusi sessuali compiuti dal clero, Benedetto XVI non ha mai cambiato atteggiamento. È persino paradossale che proprio lui, che si è battuto più di ogni altro per denunciare la «sporcizia» nella Chiesa (Via Crucis 2005), sia ora accusato di essere stato reticente sull’argomento.

Fu lui a non nascondere gli abusi del fondatore dei Legionari di Cristo, Marcial Maciel Degollado. E fu lui, tra il 2011 e il 2012, a ridurre allo stato laicale 400 sacerdoti accusati di abusi su minori. Come ricordato anche dal Corriere della Sera, fu Benedetto XVI nel maggio 2010 a volere quelle norme «che hanno segnato il punto di non ritorno della Chiesa nella lotta agli abusi, l’inizio della trasparenza e della “tolleranza zero”: definiscono il reato di pedopornografia, la possibilità di procedere per “via extragiudiziale” nei casi più clamorosi, il potere del Papa di spretare direttamente i colpevoli quando le prove sono schiaccianti. Benedetto XVI ha allungato la prescrizione da 10 a 20 anni, a partire dal diciottesimo compleanno della vittima, il che ha permesso di punire anche i casi più remoti, spesso già prescritti dalle leggi secolari: negli anni successivi sono stati spretati centinaia di sacerdoti».

Il tribunale degli uomini

Innumerevoli sono stati i suoi interventi sul tema, con espliciti richiami davanti a uditori di consacrati. Sua la lettera ai cattolici irlandesi nel 2010 nella quale, rivolgendosi ai sacerdoti, scrisse: «Dovrete rispondere davanti a Dio onnipotente, come pure davanti a tribunali debitamente costituiti».

È quello che farà lui ora in prima persona, pur di fronte ad accuse poco credibili. Poiché, come scrisse nella sua lettera del febbraio di quest’anno, «ben presto mi troverò di fronte al giudice ultimo della mia vita». Cosciente di questo, ha deciso di non sottrarsi nemmeno al tribunale degli uomini.

Foto Ansa

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1 commento

  1. EUGENIO REATO

    BENEDETTO XVI è stato il più grande Papa che la Chiesa abbia mai avuto. Alla sua morte spero sia fatto Santo subito.
    Eugenio Reato

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