Belpietro (Libero): «La lettera della Bce? Nulla di strano, solo suggerimenti»

A Radio Tempi, Maurizio Belpietro commenta la lettera della Bce pubblicata oggi dai maggiori quotidiani. Secondo il direttore di Libero non c’è nulla di misterioso nel documento segreto «ma solo una serie di misure e suggerimenti per uscire dalle difficoltà in cui si trova l’Italia»

Questa mattina il Corriere della Sera ha pubblicato il testo integrale del documento segreto della Bce che Jean-Claude Trichet e Mario Draghi avevano scritto al governo Italiano e il direttore di Libero Maurizio Belpietro è puntualmente intervenuto sui contenuti della lettera con i conduttori de Gli Spari Sopra. «Nessun mistero particolare, come si vociferava da più parti, ma solo una serie di misure e di suggerimenti per uscire dalle difficoltà in cui si trova l’Italia, ad esempio attraverso l’abolizione dell’articolo 18 e l’innalzamento dell’età pensionistica a 65 anni».  La lettera è stata recapitata il 5 agosto e da allora l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha declassato il debito italiano. Lecito quindi pensare che i contenuti della missiva siano stati disattesi. «In realtà se pensiamo che nella manovra è stata introdotta la modifica dell’articolo 8, è evidente un tentativo per introdurre maggiore flessibilità nel mercato del lavoro, come suggerito dal testo della Bce. Le linee guida europee non sono quindi state del tutto disattese, la riforma delle pensioni non è stata fatta perché Lega e sindacati si sono intromessi».

 

Per il direttore di Libero S&P «non ha declassato il debito pubblico italiano per i bunga bunga e i processi di Berlusconi perchè gli analisti finanziari sono attenti solo ai dati di bilancio e alle prospettive economiche di un paese. Il governo italiano è debole per colpa dei sindacati, delle lobby e degli alti costi della politica. Tutte cose da noi note da tempo». Sulla battuta di Umberto Bossi, che al vertice di Bankitalia vede meglio Vittorio Grilli, candidato di Tremonti, rispetto a Fabrizio Saccomanni, candidato del premier, Belpietro sottolinea come requisito imprescindibile per questa figura istituzionale la capacità di tutelare i risparmi degli italiani, depositati nelle varie banche, e recuperare la fiducia dei risparmiatori oggi incrinata dai tanti fallimenti della storia italiana come Banco ambrosiano o Banco di Napoli e di Sicilia. «E’necessario un governatore indipendente e capace, sia esso milanese come auspica Bossi o veneto».
 

Ascolta l’intervista integrale a Maurizio BelPietro

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