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Belgio. Concessa eutanasia a Laura, 24 anni, sana fisicamente ma depressa

giugno 23, 2015 Leone Grotti

Laura ha una storia terribile: padre violento e alcolizzato, autolesionismo, relazioni omosessuali, cliniche psichiatriche. Morirà entro l’estate e sta organizzando tutto: dai funerali alla bara

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Laura (nome di fantasia) ha 24 anni, sta bene fisicamente, ha molti amici e tra pochi giorni morirà. La ragazza che vive nelle Fiandre, in Belgio, ha chiesto e ottenuto di essere uccisa con l’eutanasia. Laura vuole morire perché è depressa da troppo tempo e ritiene che «vivere non faccia per me». La legge introdotta nel paese nel 2002 lo consente.

FAMIGLIA SPACCATA. La storia di Laura, raccontata dal De Morgen, è terribile. Il padre, alcolista e violento, ha spaccato la famiglia fin da quando lei era piccola. Dopo la separazione dei genitori, ha passato sempre più tempo con i nonni materni, anche se a soli sei anni afferma di aver cominciato a pensare al suicidio.
Durante l’intervista, spiega il giornale belga, Laura parla «in modo calmo e tranquillo, è sicura di sé»: «Anche se la mia vicenda familiare ha contribuito alla mia sofferenza, sono convinta che avrei avuto questo desiderio di morire anche se fossi cresciuta in una famiglia tranquilla e stabile. Semplice, non ho mai voluto vivere».

AUTOLESIONISMO. Sui banchi di scuola, Laura fa fatica. A casa, di nascosto, è autolesionista, si taglia e si scaglia apposta contro i muri. Pensa spesso al suicidio. L’unica cosa che la rende contenta è «il teatro» e «una relazione amorosa» omosessuale con un’altra donna «davvero piacevole». Ma a causa delle continue depressioni, Laura rompe ogni tipo di legame e si fa convincere ad entrare in una clinica psichiatrica.
Qui comincia un periodo ancora più «difficile»: Laura inizia a pensare di avere dentro di sé un «mostro» che chiede di uscire e che «niente può guarire», «fonte di aggressività, collera e dolore». In clinica non riescono a curarla, anzi peggiorano le cose, e spesso la rimandano a casa per permettere al personale di «respirare un po’».

EUTANASIA. È proprio in clinica che Laura incontra Sarah (nome di fantasia), che stava organizzando la propria eutanasia. Affascinata da quel tentativo, Laura comincia a pensare di usare questo strumento per morire. Tre diversi medici, di cui uno appartenente a una famosa associazione pro eutanasia, le danno ragione: dal punto di vista psicologico, soffre in modo insopportabile e quindi deve poter morire se lo vuole. Per quanto riguarda la capacità di prendere una simile decisione, nessun dubbio: «È una persona equilibrata».
Lei spiega: «È da quando sono nata che la mia vita è una battaglia. Quotidiana. Certi giorni mi trascino secondo dopo secondo. I miei 24 anni, quindi, sono stati una eternità». Entro la fine dell’estate, Laura potrà morire come richiesto e concesso dalla legge. Nel frattempo, sta organizzando tutto: lo studio dove morirà fisicamente, i suoi funerali, la bara. «Sono tutte cose piacevoli a cui pensare». Perché dopo non ci sarà più niente.

Foto siringhe da Shutterstock


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36 Commenti

  1. Sebastiano says:

    Che tristezza il suicidio di stato. E poveracci quelli che non saranno in grado di dire che non lo vogliono.

  2. MG says:

    Siamo veramente allo sbando, che tristezza. Se uno stato non solo ti dà il permesso di ucciderti, ma riesce, in qualche modo, a convincerti che è cosa giusta in quanto scelta personale, allora siamo messi veramente male. Non mi capacito di come tutto ciò, insieme a tante altre cose, non allarmi gli abitanti dei paesi cosiddetti e sedicenti ‘evoluti’

  3. Valeria says:

    Che tristezza… Evidentemente questa povera ragazza ha un problema che si trascina da due decenni, avrebbe bisogno dell’aiuto di un buon psichiatra non di un’iniezione letale.

  4. Fenice says:

    Io sono malato di depressione, mi sto curando (psicoterapia + farmaci) e non ho alcuna intenzione di darmi per vinto.
    Ho passato dei momenti molto difficili, ma ora, grazie alle terapie ed alla vicinanza di chi mi vuole bene, sto molto meglio.
    Non dico che tutto si sia risolto, però di sicuro guardo con più fiducia al futuro.
    Pensare alla morte come “via d’uscita” è molto facile durante le fasi critiche della malattia.
    Però, in quei momenti, bisogna evitare di pensare alla morte come una soluzione al problema, ma bisogna, piuttosto, guardarsi attorno e chiedere aiuto a chi ci è vicino.

    Possibile che nessuno dei tanti “amici” (uso le virgolette non a caso, poi capirete il perché) di Laura si decida a dirle “Laura, ti voglio bene, voglio aiutarti a stare bene ed a vivere”? Che razza di “amici” sono se non la aiutano in questo momento difficile?

    Mi piacerebbe incontrare Laura e dirle queste cose faccia a faccia.

    E poi mi piacerebbe incontrare anche quei politici belgi che hanno introdotto l’eutanasia e quei medici belgi che praticano l’eutanasia anche sui depressi e dir loro che non è togliendo la vita che si risolve un dolore, fisico o psichico che sia.

    Fenice non è il mio vero nome, ma è uno pseudonimo che ho scelto perché descrive bene la situazione di chi, da depresso, “rinasce” ad una nuova vita.

    • Filippo81 says:

      Grazie Fenice per la bellissima testimonianza.

    • Jens says:

      Grazie per la tua testimonianza. Infatti l’unica soluzione per chi è malato di depressione o ha perso il senso della vita è una compagnia salda e solida oltre ovviamente alla psicoterapia (io ne so qualcosa…). Se però manca uno solo di questi elementi, allora la vita diventa davvero impossibile. E se la vita diventa impossibile ditemi per quale motivo uno non dovrebbe decidere di farla finita. Ecco perché io quando sento parlare di eutanasia richiesta dal paziente (quella imposta da qualcun altro è un altro discorso) non la penso troppo diversamente da chi è favorevole.

      • SUSANNA ROLLI says:

        Non dimentichiamo che siamo CORPO ma anche ANIMA!!

        • Jens says:

          Allora qui la metto dal punto di vista puramente umano, non spirtuale e/o religioso. OK, non bisogna dimenticare che siamo corpo e anima, ma nessuno è autorizzato a giudicare uno che vuole suicidarsi: solo il Padreterno sa cosa ha in testa quell’uomo lì e perché la vuole fare finita. Molto spesso, chi si suicida non è vero che odia la vita. Semplicemente ne ha prese talmente tante che non ne vuole più sapere. Ecco perché io non esprimo giudizi su chi decide di farla finita. Anzi: chiedo al Padreterno di avere misericordia della sua anima. E sono certo che il Padreterno l’avrà, perché il suicida è uno che in vita aveva un grosso bisogno di vedere Dio, ma non l’ha mai visto.

    • To.ni says:

      Fenice,
      grazie per quello che hai scritto. Farmaci, psicoterapia, famiglia e il confidare in Dio sono la migliore cura (persone a me care con questa formula hanno vinto la bestia). Mi permetto solo di suggeriti di evitare come una peste le persone per le quali l’eutanasia è una possibilità. Avvelenano il sangue anche con le loro buoni intenzioni.

    • jb Mirabile-caruso says:

      Fenice: “Che razza di “amici” sono se non l’aiutano in questo momento difficile?” ……………….

      Sono fanatici “dirittisti”, gente che ha artatamente scisso il ‘dovere’ dal ‘diritto’, cosicché nasconde tutto sotto la parola ‘diritto’, anche la propria vigliaccheria.

  5. caterina says:

    Cara non farlo solo Dio può togliere la. Vita l’inferno ci sara dopo ti prego adesso non e niente x ciò che sara dopo la tua morte, fatti aiutare a vivere in grazia di Dio

  6. To.ni says:

    Dove sono le canaglie che passano la vita su questo sito ad inneggiare a questi Stati come modelli di civiltà? Sono modelli da seguire solo quando regolano uteri, ovuli, banche del seme, matrimoni e adozioni a favore di facoltosi debosciati?

    • Menelik says:

      E aggiungo:
      sarebbero modelli da seguire anche quando abbandonano l’Italia sola ad arrangiarsi con centinaia di migliaia di migranti in fuga attraverso la Libia, una ex-nazione in preda all’anarchia che loro hanno contribuito a generare per i loro loschi interessi? (a chi mi dice che Gheddafi è stato buttato via per portare la democrazia, gli darei una manata nel muso).
      L’Europa oggi è imposizione di gender a scuola, aborto sempre e per tutti, utero in affitto.
      Che ce ne facciamo di una Europa così?

  7. SUSANNA ROLLI says:

    Laura -faccio come se ti guardassi negli occhi- quel mostro che ti senti dentro guarda che puo’ darsi che ce l’hai proprio!!Perchè non esistono solo le malattie mentali, ci sono anche (purtroppo) le possessioni diaboliche! Perchè Gesù stesso venne a guarire i malati e a SCACCIARE I DEMONI, e questo puo’ capitare a chiunque, perchè tutti abbiamo un’anima! Ce ne sono pochi di bravi sacerdoti autorizzati, ma ce ne sono ancora…vai a trovarli.Possibile che a nessuno sia venuto in mente di consigliare anche questo? E per chi mi sta deridendo e immagino già chi, dico che gli esorcismi si fanno tutt’ora, e che non è per niente bello nè farli, nè assistervi..Sempre che di demonio si tratti, io mi sono solo allarmata quando ho letto la parola “mostro”, poi è da vedere. Chissà ora quanto medioevo mi tirano addosso!!!!!!!

    • xyzwk says:

      Tranquilla, sarebbe come sparare contro la crocerossa. Sul diavolo e le sue ossessioni puoi dire quello che vuoi!

      • SUSANNA ROLLI says:

        Grazie, posso dire quello che voglio su tutto…Non siamo mica in un regime (almeno sembra), la libertà d’espressione non me l’ha ancora tolta nessuno..

      • To.ni says:

        Xyzwk

        Se è per questo pure le tue porcate fanno dire .

        • giovanna says:

          Che poi, chi può dire con certezza che il diavolo non c’entri niente con le decine di personalità multiple di Xy, la nostra psyco-horror -multinick-imbrogliona-troll preferita ?
          Oltre lo psichiatra, anche un esorcista avrebbe un suo perché !
          Se magari qualcuno si va a leggere cosa è riuscita a scrivere con nick “lena “, non potrà che darmi ragione.

          • To.ni says:

            Il diavolo è un angelo caduto, ma intelligentissimo. Non credo che ispirandogli la Triestina e relativi gemelli avrebbe fatto una bella figura. No, la nostra Xy si è “fatta da sola” …. poi non bisogna neanche impegnarsi troppo per il “campionario” che espone.

  8. elena says:

    Dio mio portate questa donna da un sacerdote e a Medjugorje…questa é una profonda sofferenza dell’ anima oltre che psichica… Questa donna ha bisogno di incontrare Gesu Cristo per risorgere a vita nuova! Altro che eutanásia!

  9. giuliano says:

    attendiamo fiduciosi una parola di conforto e di speranza dalla compagna Filomena, che è una entusiasta militante di questo “diritto”

    • giovanna says:

      Giuliano, ti sei perso qualche puntata? Filomena è sempre tra noi , come Xyzwk, Anna Luzzi, Maria Rossi,Sanaan , Carolina….come in passato lo è stata come Valentina, Gianni, Carlo, Gennaro, Mirella, Lena, Triestina, Saba……dai un’occhiata a i commenti qui :
      http://www.tempi.it/wsj-e-nyt-indiana-gay-liberali-religione#.VYprgGcw_ow
      Sempre mortifera, però a volte con figli, a volte addirittura con figli gemelli, a volte convivente con un comodino, a volte sposata in chiesa, a volte uomo, a volte donna…..
      La fiera della maleducazione e dell’inciviltà , dato che si è sempre auto-proclamata educatissima e civilissima.
      Però, a sua discolpa, non si può non ricordare la sua problematica psichica, forse autismo, forse altre problematiche.
      Non infierire con elei/lui !

  10. Alessandro says:

    Più osservo e rifletto su quello che accade oggi in Europa e più mi rendo conto che impera una vera e propria “cultura della morte” come ci aveva avvertito qualcuno a tempo debito. Infatti tendiamo a ritenere isolati i vari problemi ma invece io credo vadano messi in correlazione tra loro: declino demografico, denatalità, crisi economica, aborto, eutanasia, dominio di elites politico-finanziarie che impoveriscono i propri popoli, negazione della propria identità, diffusione dello stato islamico, paralisi decisionale a ogni livello.
    Ai popoli europei manca la speranza, il cinismo senza scrupoli ha inaridito i cuori e i sofferenti non sono più sorretti dalla fede e i peccatori non hanno più timore di Dio. E dopo la distruzione della ricchezza spirituale e umana si procede alla distruzione della ricchezza materiale perché un’economia fondata soltanto sull’acidità in mancanza di regole interne ed esterne alla coscienza che ne limitino la portata anarchica è destinata al collasso.
    Il caso di questa ragazza non è l’unico e di sicuro campanello d’allarme di una società opulenta ma indifferente, cultrice del divertimento ma sempre triste e insoddisfatta. Una società di vecchi che tranquillamente si rassegna a perdere i propri giovani figli pensando di sostiuirli con figli adottati da altri continenti.
    Spero che questa ragazza si ribelli contro questo mondo che la vuole accompagnare con tanto tatto e delicatezza OSCENI alla dolce morte per sbarazzarsi di lei e finalmente la smetta di incolpare se stessa invece che le persone che la circondano! Perché deve sapere che Qualcuno che la ama c’è e l’amata così tanto da morire già Egli per lei sulla croce! Deve pretendere amore dai suoi vicini e familiari piuttosto di un freddo “rispetto” per la sua scelta di autodeterminazione. Penso che sia ora che cominciamo a pretendere e dare qualcosa di più ai nostri fratelli.
    Senza la religione cristiana l’anima di decine di milioni di persone in Europa non troverà mai pace.

  11. Leo says:

    Che schifo la gente che critica la scelta di un suicida senza essere nei suoi panni.

    • To.ni says:

      Che schifo la gente che accetta cosi supinamente una persona che si suicida immaginando che la sua indifferenza sia bontà.
      Spera nella vita che non ti capiti di avere un figlio in una situazione di depressione ed un mega minchione con la sensibilità che hai espresso tu.

  12. AndreaB says:

    I dottori che hanno aiutato la povera Laura a scegliere per l’eutanasia sono proprio degli incapaci… Forse non sanno che oggi ci sono delle cure molto efficaci contro la depressione, ma costano soldi, tempo e fatica… Forse sono quel genere di medici che pensano che uccidendo il malato si curi la malattia, forse sono quel genere di persone che basta guardarle in faccia per deprimersi ancora di più. .. Ci sono molti modi per morire, senza morire, facendo morire giorno per giorno, passo dopo passo, la parte peggiore di noi.

    Chissà se qualcuno ha detto a Laura: ” Tu puoi guarire! Abbi fiducia che insieme ce la facciamo” .
    A Leo vorrei dire che nessuno giudica chi si vuole togliere la vita… Nessuno, a meno che non l’abbia provato sulle sue spalle, può capire quanto una persona come Laura puo’ soffrire, ma chi ama veramente aiuta le persone a rivivere, non a morire.

    • To.ni says:

      Ormai si è entrati nell’ottica che darsi la morte è un diritto e che l’indifferenza è un atteggiamento civile.
      Benson nel “Padrone dl mondo” (1907) vide chiaro questo futuro (con tanto di ministri per “l’euthanasia”).

      • SUSANNA ROLLI says:

        Ci aiuti dal Cielo, Benson: in virtù della comunione del Santi….

      • AndreaB says:

        Sì, ci aiuti davvero il Signore e preghiamo per Laura e per quelle persone che la vogliono uccidere, invece di curarla.

  13. claudia says:

    Provo pena per tutte le persone che le stanno intorno e la conducono a ció.
    Provo pena per lei che é circondata da tanta morte,da tanto poco amore per la vita.
    Questa é una societá di comodo,
    del tutto subito e pronto.
    Non una societá che si prende cura.
    Per alcuni I difetti si eliminano,
    non si valorizzano.
    Si é prezzo,non valore.
    Ma per fortuna non per tutti.

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