Becchi chiede scusa al M5S: «Sono caduto in trappola». Ma la trappola se l’è tesa da solo

Il cosiddetto ideologo dei grillini chiede perdono per avere danneggiato il movimento con le sue sparate complottiste su Preiti. Ma dà la colpa del «tritacarne» a giornali e tv

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Il professor Paolo Becchi, il cosiddetto ideologo dei Cinque Stelle (che però ora smentisce di esserlo: «Non mi sono mai attribuito una tale etichetta»), presenta oggi dal blog di Beppe Grillo le sue “scuse” ai militanti del movimento per essersi attirato le critiche di mezzo mondo con la sua interpretazione complottista della sparatoria di Luigi Preiti davanti a Palazzo Chigi.

«Sono stato un grande ingenuo e sono caduto nella trappola che io stesso avevo previsto», ammette il filosofo del diritto. Che però, come da manuale del perfetto grillino, passa subito ad accusare il «tritacarne del circo mediatico del nostro paese» e la malizia di «giornali e televisioni» che «hanno forse pensato di creare una lacerazione all’interno del MoVimento attaccandomi con una violenza inaudita, dopo avermi presentato come l'”ideologo” del MoVimento».

Becchi ribadisce perciò il «suggerimento» più volte rivolto da Grillo ai suoi seguaci di «non partecipare a programmi radiofonici o televisivi». Come a rafforzare l’idea che la colpa di tutti i guai (suoi e del partito) sia in fondo di una fantomatica «trappola» tesagli da perfidi giornalisti prezzolati. È vero infatti che la pioggia di critiche si è infittita dopo l’intervista rilasciata dall’«ingenuo» intellettuale a La zanzara di Radio24. Peccato però che le prime sparate dietrologiche sul gesto di Preiti le abbia pubblicate lo stesso Becchi, a propria firma, nel blog di Grillo. Farà parte del complottone anche Beppe?

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