Basta guardare i fatti (e la Tangenziale) per capire che Regione Lombardia è come il New Jersey

Dopo il passaggio dell’uragano Sandy, il governatore repubblicano del New Jersey ha fatto i complimenti al rivale democratico Obama. Cose impossibili in Italia? No, in Regione Lombardia succede lo stesso.

Il governatore repubblicano del New Jersey, Chris Christie, dopo il passaggio dell’uragano Sandy ha pubblicamente ringraziato il presidente Obama per il supporto e l’aiuto ricevuti. A pochi giorni dal voto la scena è apparsa, ai più, irrituale e difficilmente ripetibile nelle terre di casa nostra. L’impressione di vivere all’interno di una perenne “guerra di posizione” in realtà non è destituita di fondamento, anche se nel lavoro quotidiano delle amministrazioni sono molte di più le espressioni di concreta collaborazione rispetto a quanto si tenda a raccontare. Le medesime tendono a rimanere sottotraccia, relegate a qualche corsivo controcorrente, soprattutto se i protagonisti all’opera appartengono a quella schiera di soggetti politici che “la lunga mano” moralizzatrice ha deciso di eliminare dal campo del possibile. Eppure non è possibile ignorare la realtà o nasconderla per interesse, anche perché i fatti sono pietre, brandelli di storia del nostro presente.

LA TANGENZIALE EST E I SINDACI DI SINISTRA. Prendiamo la Tangenziale Est Esterna di Milano (Tem) e il percorso effettuato per giungere ad una condivisione dell’opera da parte dei territori circostanti. Quando è iniziata la discussione sull’infrastruttura, il fronte contrario era composto da quasi tutti i sindaci della zona, una cinquantina circa, riuniti in un’associazione con l’obiettivo di bloccare il progetto. Erano quasi tutte amministrazione di centrosinistra. Regione Lombardia ha cercato di comprendere le varie esigenze, di superare quelle legittime divergenze politiche che creavano una barriera di diffidenza reciproca. Il salto di qualità però si deve essenzialmente alla capacità di immettere nella questione prettamente amministrativa, il rapporto tra le persone. L’ex assessore alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo, infatti, più che cercare di imporre la propria idea dall’alto, nei lunghi mesi spesi per la discussione ha costruito una vera e propria rete di dialogo. Questa modalità di approccio al problema, la disponibilità ad accogliere le varie sensibilità e criticità manifestate, sono stati gli elementi che hanno permesso ai sindaci di cambiare la loro impostazione iniziale.

REGIONE LOMBARDIA COME IL NEW JERSEY. Tanto è vero che l’Accordo di programma è stato approvato dall’assemblea dei sindaci con soli 2 voti contrari e 3 astenuti sui 58 interessati. Nelle varie dichiarazioni dei rappresentanti dei Comuni è stato interessante verificare la differente logica che si era andata determinando. Anche coloro che erano ancora contrari alla Tangenziale, hanno approvato l’Accordo perché l’attenzione non era più focalizzata solo sull’autostrada ma permetteva una visuale più ampia che andava nella direzione di un’ottimizzazione dell’intera mobilità che loro stessi ritenevano di indiscusso interesse generale. Tutto il piano della Tem è nato pertanto dentro una dialettica e una logica sussidiaria che riconosce sempre dignità all’interlocutore, anche quando questo è portatore di istanze che sembrano andare nella direzione opposta da quella preventivata. L’accordo ha rappresentato un esempio paradigmatico della bontà del “metodo Lombardo” sia sotto l’aspetto del reperimento delle risorse grazie all’intervento dei privati, sia in riferimento all’ottenimento del consenso da parte degli enti locali, così come per lo sveltimento del modello procedurale con il trasferimento delle competenze da Roma a Milano. Alla luce dei fatti, il New Jersey non è poi così lontano. Basterebbe farsi largo tra la coltre fumosa dei nuovi giacobini per vedere il buono di casa nostra.