Bagnasco: «La famiglia è un bene universale, umiliarla o indebolirla con surrogati è un crimine»

Il cardinale Angelo Bagnasco ha fatto oggi la prolusione alla 65esima Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana

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«La famiglia – patrimonio incomparabile dell’umanità – che ancora una volta ha dato prova di sé rivelandosi il primo e principale presidio non solo della vita, ma anche di energie morali e di tenuta sociale ed economica: fino a quando potrà resistere senza politiche  consistenti, incisive e immediate?». Così ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, durante la prolusione alla 65esima Assemblea generale della Cei.

SURROGATI DI FAMIGLIA. Mettendo in guardia dai nuovi surrogati della famiglia, Bagnasco ha detto che essa «è un bene universale e demolirla è un crimine; affonda le sue radici nell’essere dell’uomo e della donna, e i figli sono soggetto di diritto da cui nessuno può prescindere. La famiglia non può essere umiliata e indebolita da rappresentazioni similari che in modo felpato costituiscono un vulnus progressivo alla sua specifica identità, e che non sono necessarie per tutelare diritti individuali in larga misura già garantiti dall’ordinamento. Il grave problema demografico – che in alcuni Paesi europei è stato affrontato con buoni risultati – quando sarà preso in seria considerazione senza rimandi o depistaggi che nulla hanno a che fare con le urgenze reali?».

NIENTE POPULISMI. Il presidente della Cei ha espresso la speranza che «quanti sono stati investiti di responsabilità e onore per servire il Paese, pensino al Paese senza distrazioni, tattiche o strategiche che siano. Pensare alla gente: questa è l’unica cosa seria. Pensarci con grandissimo senso di responsabilità, senza populismi inconcludenti e dannosi, mettendo sul tavolo ognuno le migliori risorse di intelletto, di competenza e di cuore. Allora insieme è possibile. Non bisogna perdere l’opportunità, né disperdere il duro cammino fatto dagli italiani. L’ora è talmente urgente che qualunque intoppo o impuntatura, da qualunque parte provenga, resteranno scritti nella storia».

DIFESA DELLA VITA. Nella sua prolusione, il cardinale ha sottolineato anche che «l’urgenza di superare la crisi economica non deve far dimenticare il fronte delicatissimo e fondativo della vita umana. È, questo, un campo non solo sempre aperto, ma anche esposto a derive ulteriori. È doverosa la continua, attiva attenzione della comunità cristiana e di quanti – non sono pochi – riconoscono l’evidenza della vita umana in tutti i suoi momenti e forme; tanto più bisognosa di tutela e di cura quanto più è debole e indifesa. Per questa ragione i Vescovi italiani hanno aderito con ferma convinzione all’iniziativa dei Movimenti per la Vita che sono in Europa al fine di una significativa raccolta di firme, perché le Istituzioni Europee riconoscano in pieno lo “Statuto dell’embrione” e 
sospendano ogni finanziamento finalizzato alla sperimentazione sugli embrioni umani».

NO EUTANASIA. «La recente raccomandazione che la Corte dei diritti umani a Strasburgo ha fatto circa il diritto al suicidio assistito – ha aggiunto -, è l’ulteriore prova del progetto di una società senza relazioni, dove ognuno – in nome dell’autodeterminazione individuale – si trova solo. Il no all’eutanasia e al suicidio assistito – e con raccapriccio sentiamo che qua e là si parla anche di infanticidio – è un grande sì alla vita e all’amore».

FRANCESCO E BENEDETTO XVI. La Cei ha anche ricordato, dopo l’elezione di papa Francesco «l’improvvisa e storica rinuncia di papa Benedetto XVI. (…) A lui rinnoviamo, insieme a tutti i Vescovi dell’Orbe, la nostra filiale gratitudine per i suoi otto anni di luminoso pontificato e, mentre ci affidiamo alla sua intensa preghiera, gli assicuriamo la nostra».

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