Antonio Simone: Mi dimetto da uomo. Meglio essere un porco

Secondo le direttive dell’Europa dei burocrati, un singolo porco ha diritto a 7 metri quadrati per vivere (e noi qui, in 7 metri quadrati, siamo in sei). Nona lettera dal carcere di San Vittore

Nona lettera inviata a tempi.it da Antonio Simone, detenuto nel carcere di San Vittore a Milano. In coda trovate le precedenti missive.

Oggi vorrei fare un appello ad un notaio intelligente, generoso, finemente fantasioso. Qui 1600 persone persone vorrebbero firmare un atto semplice semplice: dimettersi.
Dimettersi dalla infame condizione di esseri umani capitati qui per vari motivi. Noi tutti 1600 vorremmo dimetterci da questa strana situazione in cui non siamo trattati da uomini (e non per colpa dei secondini), anche se uomini continuiamo a essere.

Cosa dovremmo fare per poter vivere dignitosamente? Basterebbe dimetterci da uomini e autonominarci “porci”. In fondo è l’idea che i più hanno di chi sta dietro le sbarre.
E cosa ci guadagneremmo? Ci guadagneremmo che, secondo le direttive dell’Europa dei burocrati, un singolo porco ha diritto a 7 metri quadrati per vivere (e noi qui, in 7 metri quadrati, siamo in sei).

Per questo vogliamo diventare porci. Così potremmo far intervenire la Asl di Milano e far chiudere San Vittore, un carcere adeguato a contenere uomini, ma inadeguato a ospitare “maiali”.
Per questa ragione noi 1600 uomini/porci chiediamo l’aiuto di un notaio.

È stato grande il presidente Napolitano che ha avuto il coraggio di dire la verità alla Festa delle guardie carcerarie.

Antonio Simone

Lettere precedenti:

1. Lettera dal carcere di Antonio Simone. Con una domanda a Repubblica

2. Anche da un peccato può nascere un po’ più di umanità

3. «Ezio Mauro, se vuoi farmi qualche domanda, sono pronto»

4. Io, nel pestaggio in carcere con cinghie e punteruoli

5. La rissa e l’evirazione. Storie di ordinaria follia a San Vittore

6. In quel buio che pare inghiottirmi, io ci sono

7. Repubblica mi vuole intervistare. Ok, ma a due condizioni

8. Cresima in carcere con trans. Sono contento